Il Genoa punta tutto sull’effetto «Ferraris»

Effetto Ferraris. Il Genoa sul suo cammino trova un alleato in più. A febbraio infatti tre gare su quattro si giocheranno tra le mura amiche. «Non possiamo negare che il fattore campo ci ha permesso di restare nelle parti alti della classifica. Speriamo che l'ambiente resti sempre positivo». Così mister Gasperini. Il primo ostacolo si chiama Chievo Verona. «Avversario ostico, con una rosa valida ed un ottimo collettivo». Non si rivedrà però Jankovic. «Purtroppo eravamo convinti di averlo recuperato ed invece dovrà star fermo per qualche altra settimana». Palladino invece ha superato al meglio l'attacco febbrile. Gli infortuni ormai non si contano. «Peccato perché non riusciamo come nella passata stagione ad avere quattordici titolari pronti». Esiste anche il pericolo diffida. «In questo periodo del campionato può succedere. Se in alcuni reparti stiamo bene, in altri potremmo avere eventualmente qualche difficoltà».
Amelia tra i pali. Dietro giocheranno Dainelli, Sokratis e Bocchetti. Juric e Milanetto in mezzo. Rossi a destra, mentre a sinistra al posto dello squalificato Criscito dovrebbe giocare Moretti, «ma abbiamo altre soluzioni», precisa il tecnico. In attacco Acquafresca potrebbe partire dal primo minuto, affiancato da Sculli e Palacio. Suazo? «Tra qualche settimana sarà al massimo». Il mercato è finito. Biava? «Ormai è andato. Voglio ringraziarlo per tutto quello che ha fatto». Gucher? «Mi auguro che possa essere pronto per la prima squadra». Il nazionale Under 20 austriaco, che parla un ottimo italiano, appare già sicuro di se stesso. «Sono un centrocampista che ama giocare davanti alla difesa. Rilanciare l'azione e cercare frequentemente il cambio campo». Avrà il numero 22. Quello di Borriello prima, e Milito dopo. Un bel coraggio. «Sono contento di essere arrivato in una grande società che punta sui giovani, con un allenatore bravissimo. Spero però di esordire in Serie A». Intanto è stato convocato. Domani i bambini tifosi del Chievo saranno ospiti di quelli rossoblù. Museo, pranzo e poi partita nei distinti.