Il Genoa ritrova il calcio, non i tifosi

A Rimini sfida a porte chiuse Martedì il Vicenza

Al Pio sembra di essere tornati ai tempi dei calendari fantasma. Negli spogliatoi, in campo e in sede l'interrogativo è comune: sabato si gioca o no? E fino a questa mattina quando l'Osservatorio per la Sicurezza del Viminale diramerà la lista degli impianti a norma la risposta è destinata a rimanere un incognita anche perché lo stadio Neri di Rimini non sembra proprio avere i requisiti di sicurezza. Se arrivasse l'ok per il Genoa si tratterebbe, come tutte le squadre di serie B, di disputare tre partite in sette giorni. «Ci troviamo in una situazione sgradevole, ma l'unico rammarico è per la fine di Raciti - ha dichiarato il centrocampista rossoblù Stefano Botta - Quelli che sono entrati in azione sono teppisti non tifosi. Da come sembra, forse giocheremo tre gare in una settimana. Dall'andata con il Rimini è passato del tempo e sono cambiate le squadre. Scendere in campo a porte chiuse? Per un giocatore il contatto con il pubblico è una componente importante a livello di stimoli». Già e quello potrebbe, il condizionale è d'obbligo, assaporarlo martedì prossimo quando al Ferraris il Grifone dovrebbe affrontare il Vicenza. Dal Pio, dove la squadra ha sostenuto un lungo allenamento, sono arrivate buone notizie per Gian Piero Gasperini. Il tecnico rossoblù ha recuperato Coppola e, a parte Adailton e lo squalificato Juric, tutti gli altri giocatori sono a sua disposizione. Nel Rimini, prossimo possibile avversario, Acori ha a disposizione tutta la rosa a parte il difensore Milone squalificato. Nel pomeriggio di oggi intanto a Pegli allenamento a porte chiuse per la prima squadra mentre a Ceparana (SP) la Primavera debutterà nel Torneo di Viareggio - 59esima Coppa Carnevale, contro la Reggina.