Genoa a Salerno per agguantare la vetta

Giovanni Porcella

A Salerno piove quando Tedesco, Sinigaglia e gli altri cominciano l’allenamento. Spunta il sole non appena la rifinitura nel centro sportivo che ospita i rossoblù finisce. Il Genoa si aggrappa anche a questi segni del cielo inteso come tempo meteorologico per sperare, dopo tutto quello che è successo in tre mesi, in un cambio favorevole degli eventi. Eppure la squadra di Vavassori malgrado terremoti tecnici, inchieste giudiziarie e notizie choc come il dramma della morte di Franco Scoglio, ha fatto fino in fondo il proprio dovere. Ormai gli anticorpi questo gruppo ce li ha belli tosti. Forse il segreto del Genoa dal gioco ancora farraginoso, ma dalla grinta e dal cuore difficili da trovare sul mercato del calcio, sta tutto qui, proprio come ha predicato fin dal primo giorno il suo allenatore tutto casa e lavoro e impermeabilizzato dalle sventure che gli ruotano attorno come asteroidi impazziti. Contro una Salernitana senza identità e dalla classifica brutta tanto che mister Costantini, che siede sulla panchina amaranto, prova a suonare la grancassa annunciando testualmente: «Siamo pronti a vincere questa gara, è indispensabile un successo», il Genoa nell’ultima seduta disegna di fatto una formazione praticamente inedita, contro un classico 4-4-2 Salernitano. Intanto Lamacchi corre, gioca e scatta ma andrà in panchina. Scenderà in campo dal primo minuto domenica prossima e all’Arechi sarà a disposizione del mister perché di fatto è recuperato. A centrocampo la novità potrebbe essere l’esclusione di Coppola con l’inserimento di Minetti sulla fascia destra essendo Marco Rossi rimasto a casa. Mentre a sinistra Greco prenderà il posto di Rimoldi assente per motivi famigliari. Ma le novità non sono finite. In attacco, infatti, Zaniolo non al meglio fisicamente lamenta pure un fastidioso dolore ad una spalla e perciò appare quasi certo che sarà Ciccio Grabbi a far coppia con Sinigaglia. Saranno circa trecento i tifosi che seguiranno i rossoblù nella trasferta più lunga di questa stagione di serie C, in un ambiente mai facile da governare che ieri ha presentato attraverso il suo sponsor che è un’impresa vinicola due prodotti da tavola che sono stati ovviamente chiamati uno «amaranto» l’altro «Arechi» il nome dello stadio appunto. Già Salerno che evoca una sconfitta cocente nell’assurdo campionato scorso e fu lì che qualcosa s’incrinò in quel Genoa bulldozer che finì stressato e con il patatrac di giugno, ma Salerno ricorda anche una delle tante imprese del povero professor Scoglio capace di guidare la squadra dalla tivù con il fido Claudio Onofri a fare il resto dalla panchina. Scoglio questo pomeriggio verrà ricordato con un minuto di raccoglimento e con Tedesco e compagni che porteranno il lutto al braccio, mentre la Lucchese con cui il professore aveva un contratto di consulenza tecnica ha deciso che intitolerà la tribuna dello stadio Porta Elisa proprio al tecnico eoliano. Ricapitolando questa la probabile formazione del Genoa: Barasso, Ambrogioni, Bacis, Baldini, Stellini, Minetti, Tedesco, De Vezze, Greco, Grabbi, Sinigaglia.