«Al Genoa saranno ancora anni Preziosi»

Un attestato d'amore, un giuramento che coinvolge l'intera famiglia: il Genoa e Preziosi staranno ancora assieme a lungo. È stato lo stesso presidente rossoblù ha dichiararlo martedì sera ospite di «Gradinata Tv» il talk show sportivo del martedì dell'emittente regionale Primocanale. «Dopo di me, il Genoa passerà nelle mani dei miei figli - ha dichiarato il presidente -. Fabrizio e Matteo hanno come me una grande passione per il calcio e, tra dieci anni, se non sarò io a occuparmi del Genoa saranno loro e mi auguro che possano avere più fortuna e meno ostacoli di me». Ma Enrico Preziosi ha sferrato anche un duro attacco alla città, definita «provinciale, oligarca e con pochi notabili che vogliono sempre comandare e sono ostili al cambiamento» e alla notizia di Antonio Matarrese probabile vicepresidente della Figc ha reagito così con un «mi scappa da ridere». Parole di stima, invece, il massimo dirigente rossoblù ha espresso nei confronti di Giancarlo Abete: «Il passato da vice Carraro non conta, è un uomo moderato che saprà guidare bene la Federcalcio».
Sul futuro del Genoa, Preziosi è stato molto ottimista. «Se saremo promossi in serie A e sottolineo se - ha detto il presidente rossoblù - non vivacchieremo, perché a me non interessa, io vivo il calcio per le emozioni che regala. Sinora ho investito diverse decine di milioni di euro e altri ne investirò perché l'ho promesso ai tifosi e a me stesso. Abbiamo già bloccato un giovane talento sudamericano che ci farà divertire». Di più non aggiunge rivelando però che non è uruguaiano. Sulla vicenda del rinvio a giudizio per doping amministrativo, Preziosi ha commentato: «Ad altre società, Sampdoria compresa, hanno concesso il beneficio della perizia, quando ci siamo di mezzo io e il Genoa, invece, i giudici vanno sempre giù duro. Comunque, sono tranquillo perché il bilancio in discussione è riconducibile alla gestione precedente e io mi limitai a firmarlo, non potendo fare altro». Preziosi ha anche rivelato di essere stato convocato dai magistrati per una partita di beneficenza. «Spero di giocare e di poter entrare duro - ha scherzato il presidente del Genoa -. Non porto rancore e ho persino stretto la mano al giudice che mi ha fatto condannare per frode sportiva».
Preziosi ha poi escluso di andare al Picco per seguire la partita di domani contro lo Spezia. Per l'incontro resta in dubbio Gasparetto che anche ieri si è allenato a parte. Gasperini, che sembra orientato a proporre la stessa formazione che ha battuto il Crotone con l'unico dubbio legato all'ex empolese, ha presentato la sfida senza caricarla di troppi significati. «Non è una partita decisiva, ma importante sì e per molti motivi - ha dichiarato il tecnico rossoblù -. Andiamo a Spezia per mettere in campo le nostre caratteristiche e giocare per un solo risultato. Abbiamo lo slancio per non fare calcoli, nel rispetto dei nostri avversari ma con l'intenzione di provare a metterli in difficoltà e di sfruttare il momento. Il campionato dimostra, se ce ne fosse bisogno, come le squadre di vertice possano avere problemi con quelle che lottano per altri obiettivi. Bisogna giocare partita per partita, lasciar perdere le tabelle e avere la concentrazione necessaria».