Il Genoa sembra il Barcellona e la Samp c’è rimasta male

Il derby di andata più in quota della storia genovese si presenta con un Genoa apparentemente in difficoltà e la Samp lanciata a mille. Ovviamente il campo dimostra il contrario e se la Gradinata Sud fa i fuochi d'artificio prima, la Nord è esplosiva subito dopo.
Anche perché il Genoa non impiega molto a passare davanti, la Samp fa il primo tiro in porta - pardon passaggio al portiere - al 3' del secondo tempo. Il vantaggio dei rossoblù, con Milanetto su un rigore ineccepibile, legittima i primi dieci minuti di gara, mentre le proteste della Samp si concentrano su un fallo di mano di Sculli che serve Palacio steso da Ziegler. Il Genoa prende anche due pali e Cassano si vede solo per proteste contro il mondo, che soltanto Rosetti sembra non notare. Postilla: Gasperini ha messo in campo la squadra senza punte centrali di ruolo, ma con tre attaccanti esterni che disorientano la difesa di Castellazzi.
L'arbitro prova a raddrizzare il derby buttando fuori Biava allo scadere del primo tempo, ma al rientro in campo è ancora solo Genoa. Cacciatore tenta ancora un autogol, ma Castellazzi si supera. Il portierone blucerchiato non può nulla all'8 su Marco Rossi, quello del Genoa, che lo fulmina da due passi dopo un'illuminazione di Milanetto.
La squadra di Del Neri è sotto choc e i rossoblù in dieci concedono poco o nulla. Al 21' poi Marco Rossi, quello blucerchiato, cade da ingenuo nel trappolone di Bocchetti: secondo giallo e parità numerica in campo. Riccardo Garrone scuote la testa. E non per il rosso. Anche perché al 30' arriva il secondo rigore nettissimo su Papastathopoulos: trasforma Palladino. Poi l’attaccante genoano esagera: un gesto davanti alla curva sampdoriana scatena la contestazione e piove qualche razzo. «Non era una provocazione», si è giustificato lui. Alla fine, Rosetti espelle anche Cacciatore: la Samp finisce in nove.