Il Genoa si piace e non cambia: contro la Roma pochi i dubbi

«Carpe diem», cogli l'attimo scriveva il poeta latino Orazio. E anche il pensiero di mister Malesani si può avvicinare a quello del poeta. «Contro la Roma dovremmo cercare di ripetere l'ottima prestazione offerta contro la Juventus. Dobbiamo continuare così, pensando ad una gara alla volta, perché è attraverso queste partite che il gruppo si consolida e può puntare a grandi traguardi». Cioè il Genoa ha dimostrato a Torino che è sulla strada giusta e contro i giallorossi di Luis Enrique deve «cogliere l'attimo» per galvanizzare se stessi ed i tifosi. Per continuare a portare avanti il progetto, «che durerà praticamente un anno intero - continua il tecnico veronese - anche perché finché il gruppo non si amalgamerà al meglio e non otterremo qualcosa d'importante non potremmo dichiarare chiuso il nostro cantiere». Ed aggiunge una battuta, sorridendo. «Poi il mio compito è quello di non fare danni, visto l'ottimo lavoro svolto dalla società». Il credo sportivo di Malesani è fondato sull'intensità, intesa come corsa. «Contro i bianconeri infatti abbiamo pedalato parecchio e si sono visti i risultati». A rigor di logica la formazione dovrebbe essere uguale a quella di sabato sera. «Sicuramente ci saranno pochi cambiamenti anche se ho in testa qualche dubbio che scioglierò alla fine». Sebastian Frey tra i pali è una certezza, così come il reparto difensivo che sarà lo stesso di Torino. Mesto a destra ed Antonelli a sinistra con Moretti e Dainelli centrali. A centrocampo ci sono i maggiori dubbi. Se capitan Rossi, «il giocatore più duttile di tutta la Serie A visto che praticamente gioca ovunque», ed il portoghese Miguel Veloso sono sicuri dell'impiego, per gli altri due posti ci potrebbe essere un ballottaggio. Seymour che contro la Vecchia Signora ha giocato bene, «dopo due ore avevo già capito cosa mi poteva dare questo elemento - spiega l'allenatore rossoblù - ed è difficile che sbagli la partita, ma in alcune occasioni la squadra ha bisogno di altro», potrebbe essere sostituito dunque da un ritrovato Kucka. «Ma non era mai andato via - scherza Malesani - può succedere a tutti un calo psicologico dopo aver essere arrivati così presto alla ribalta. Ma sono convinto che può giocare meglio pure dell'anno scorso».
L'altro ballottaggio è su chi farà invece il trequartista, «ruolo finalmente riscoperto», con il duello tra Merkel, molto in vantaggio, e Jorquera.
Il perché arriva dalle parole del tecnico «Il tedesco mi piace proprio in questo ruolo, nonostante possa giocare anche in altri parti del centrocampo, anche perché è più funzionale per tutta la squadra. Il cileno è molto bravo, però deve correre di più e attuare meglio la fase difensiva». In attacco con Palacio dovrebbe giocare Caracciolo, «perché il gol gli ha fatto bene», nonostante Jankovic scalpiti per partire nuovamente titolare. «A Torino è uscito per crampi. Un bel esempio per tutti». Sicuramente fuori Birsa, «al momento nel nostro gioco ha trovato parecchie difficoltà», così come Constant. «Sta guarendo dai suoi problemi psicofisici. Il suo rientro è vicino». E c'è spazio pure per un battuta sugli allenatori stranieri. «Mi piace come Luis Enrique interpreta il calcio, ma gli allenatori italiani non hanno nulla da imparare da quelli stranieri. Anzi al massimo possiamo insegnare. E basta vedere i risultati di Capello ed Ancelotti».
Intanto la Corte Federale ha respinto il ricorso presentato dal Genoa per le quattro giornate di squalifica inflitte a Kaladze, mentre la Digos di Torino ha diffidato un tifoso genoano per aver staccato un seggiolino dello stadio della Juve e averne lanciato i pezzi verso gli spettatori del vicino settore.