Il Genoa si riscopre e sbaraglia il Catanzaro

Poche azioni, tante mischie ma alla fine il risultato si vede

Emmanuele Gerboni

Andiamo controcorrente, qualcuno dirà: il Genoa batte il Catanzaro, l'ultima in classifica, e magari bisogna anche esultare? Si, deve essere una notte di festa, perché il Genoa si è rialzato nella partita peggiore. Tu devi vincere, sai che non ci sono alternative, qualcosa di diverso ti farebbe vedere tutto nero negli ultimi centottanta minuti. Mentre loro sono retrocessi, possono vincere, perdere o pareggiare ma tanto l'annata è sempre quella: un flop totale. Beh, mettiamoci pure il fatto che il Genoa non vince in casa dalla 32° giornata (siamo alla quarantesima). E ti accorgi che così facile non era proprio questa partita. Perché, a questo punto, conta soprattutto la testa.
La risposta del Genoa è stata positiva. Quello che voleva Cosmi, può tirare il cappellino in aria dalla felicità. Quello che chiedevano i tifosi. Si va a Piacenza. Anche sulle due ruote. Appuntamento domenica prossima alle 14, davanti alla gradinata Nord. Un invito della tifoseria organizzata rossoblu. Un'altra impennata verso la serie A.
Cosmi presenta subito una novità, è il modulo. Vai con un 3-5-2 molto dinamico (almeno in teoria) perché il tecnico sgancia Tosto sulla sinistra, servono cross a ripetizione. Sulla destra conferma per Rossi, mentre al centro c'è un bel trio: Lamouchi è spalleggiato da Tedesco e Brevi.
Ma all'inizio è un Genoa più riflessivo che aggressivo, la beata spensieratezza del Catanzaro impressiona di più nei primi quindici minuti di gara.
La sveglia arriva al 19', dopo il sesto angolo. Cross, l'area del Catanzaro è come una fermata degli autobus nell'orario di punta, il caos. Ci prova Milito, respinge un difensore, riprende Stellone che colpisce il palo alla sinistra di D'Urso. Sembra un film già visto e memorizzato con Catania e Ternana. Il legno di Stellone ha l'effetto di una scossa, si scalda il Genoa che si affaccia ancora dalle parti di D'Urso con la botta di Rossi che finisce di un soffio a lato.
Cosmi si sbraccia , urla, indica la strada ai suoi ragazzi che finiscono sempre allo stesso punto. Azioni vere davvero pochine, ma solo tante mischie davanti a D'Urso. Il vantaggio rossoblu arriva grazie ad una magia di Milito che trova un'autostrada dove lanciare Stellone, i difensori non intervengono, e l'attaccante rossoblu può infilare D'Urso senza troppi problemi. Il gol giusto nel momento perfetto, perché il Genoa se può tornare negli spogliatoi senza un peso grandissimo.
Ripresa. Per il Genoa c'è subito un pericolo, Arcadio approfitta di errore di Arcadio e può presentarsi davanti a Scarpi ma l'attaccante giallorosso spedisce malamente sul fondo. Grande paura per i rossoblu che rispondono con la seconda rete di Stellone. Lamouchi serve Rossi che scodella al centro per l'eroe della notte genoana: D'Urso non ci può arrivare, i tifosi del Genoa possono finalmente liberare quell'urlo di gioia. E' fatta? I rossoblu sono sempre specializzati nel crearsi problemi. Così, Corona ha la possibilità di dimezzare subito i conti, però il suo tiro non è preciso. Meglio per il Genoa che si può permettere di amministrare e ripartire in contropiede. Adesso, c'è velocità e ritmo anche nelle idee, tutti girano al meglio. Si spegne anche riflettore, luci basse ma bastano e avanzano per illuminare il momento di gloria del giovanissimo Pisacane: buona la sua partita. E si chiude pure in bellezza perché c'è anche il sigillo del Principe Milito: tocco ravvicinato, non segnava da 635' minuti. E' tornato. Insieme al Genoa, i rossoblu non vincevano in casa dal 9 aprile. Dimenticavamo c'è anche il gol di Corona, un premio meritato per il Catanzaro.

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