Il Genoa sogna, il Valencia è sveglio e vince

Finisce con lo stadio intero che «chiama» Alessio Scarpi. Sanno che è l’uomo-partita. Al contrario. Due suoi errori costano altrettanti gol. Costano l’eliminazione. Purtroppo negli annali non restano le cose buone che il veterano rossoblù alterna tra i pali, ma il pubblico non se la sente di gettargli la croce addosso. Il sogno svanisce proprio mentre qualcuno rievoca l’ultima eurosfida con una squadra spagnola, quel gol di Tomasone Skhuravy all’Oviedo quando tutto sembrava perduto: il Valencia ha appena sbagliato un generosissimo calcio di rigore, è alle corde come per tutto il secondo tempo, parte l’ultimo giro di orologio e Scarpi ha la palla nei piedi. Il Grifo è tutto avanti, aspetta il lancio lungo per tentare il gol clamoroso. Il portiere svirgola e serve l’unico giocatore nella metà campo del Genoa: è Villa, che non può sbagliare anche questa. 1-2, addio coppa.
Restano le cose buone. L’avventura europea innanzitutto, ma anche una serata in cui la difesa tanto bistrattata non va mai in affanno di fronte ai mostri sacri del Valencia. Resta una squadra che sta bene fisicamente e riesce in parte a mascherare l’assenza di Milanetto che pure era stato inserito nella distinta pre-partita. Resta un Genoa che mette tanta paura alla squadra più forte del girone, una tra le candidate alla vittoria finale. Resta soprattutto l’amarezza per un miracolo che a un certo punto sembrava possibile e per l’infortunio a Palladino che rischia di rivelarsi grave.

GENOA

SCARPI 5
Poco impegnato all’inizio, chiude bene lo specchio a Joaquin che gli si presenta solo davanti e lo costringe a mettere fuori. Ma sul vantaggio del Valencia non mette in mostra tutta la sua esperienza. L’ultimo rinvio nei piedi di Villa gela lo stadio peggio che il vento che non concede tregua.
BIAVA 6.5
Non è certo lui che deve occuparsi anche dei difensori avversari che vengono a saltare in area. Non trema mai davanti ai «mostri» spagnoli.
MORETTI 6.5
Il grande ex ci tiene a fare bella figura e si adatta al tipo di arbitraggio all'irlandese di Kelly. La difesa lo segue sempre.
BOCCHETTI 6.5
Importanti, anzi importantissimi segnali di risveglio, pur con qualche errore di troppo in disimpegno quando magari ha appena fatto la cosa più difficile.
ROSSI 7
Il capitano non ha più bisogno di parole. Basta andarsi a rileggere un precedente a caso. E cresce sempre con il passare dei minuti.
ZAPATER 6
Con i giocolieri spagnoli ha vita molto dura. Da lui ci si aspetta anche qualche illuminazione, e nella ripresa il «Toro» cresce visibilmente. (38' st Floccari ng)
JURIC 6
Soffre anche lui la superiorità del centrocampo avversario, ma non affonda.
CRISCITO 6.5
Copre, spinge, cuce i reparti. Ma gli chiedono anche di andar sul fondo a fare i cross. Soprattutto nel primo tempo.
PALACIO 6.5
Le sue incursioni mettono sempre in difficoltà la difesa spagnola che ricorre anche al fallo duro.
CRESPO 6.5
Si sbatte e combatte, non è spietato alla fine del primo tempo quando gli capitano due occasioni. Ma alla terza non perdona.
PALLADINO 5.5
Inizia con qualche errore non da lui, si arrende per una distorsione al ginocchio durante contrasto (dal 29' pt Sculli 6 Il solito combattente che prova a trascinare i compagni).
All.: GASPERINI 6.5
Se la gioca alla pari con il Valencia. Peccato solo che il pari non basti e che la sconfitta sia decisamente troppo.