Genocidi contro

Il genocidio degli armeni è assente dai libri di scuola turchi ma anche da quelli tedeschi: il quotidiano tedesco Die Welt, pochi mesi fa, annunciava che il Brandeburgo aveva deciso di eliminare ogni riferimento ai massacri ottomani ed era rimasto l’ultimo Stato tedesco a parlarne in un testo scolastico; secondo Die Welt, era la mera conseguenza di pressioni esercitate da Ankara. Non meno triste che il negazionismo turco, a lungo, sia andato a braccetto con quella parte del mondo ebraico ben decisa a sostenere l’unicità dell’Olocausto: Elie Wiesel e le più importanti organizzazioni ebraiche, anni fa, si ritirarono da un convegno internazionale giacché i suoi organizzatori avevano incluso anche il caso armeno nel programma. Nel gigantesco Holocaust Memorial di Washington, per pressioni turche e israeliane, ogni riferimento agli armeni era stato eliminato. Ma c’è anche un’altra realtà, per fortuna: ci sono studi e seminari anche israeliani dove i genocidi non vengono messi in contrapposizione bensì analizzati in parallelo, e il vice-ministro degli Esteri israeliano Iosi Beilli, in Parlamento, nel 1994, affermò che lo sterminio degli armeni era stato un genocidio punto e basta. In Italia, in compenso, abbiamo Gianni Marsilli che su l'Unità di ieri, prima pagina, si scagliava contro la legge francese la quale, ha scritto, «finisce per relativizzare l'unicità dell'Olocausto». Non so voi: io non ho relativizzato niente.