Genova «accoglie» i no global e la polizia deve nascondersi

La Vincenzi evita di andare al corteo ma invita i negozianti a tenere aperto: «Ci sarà solo un po’ di traffico in più»

(...)delinquenti da curva, che nel prossimo fine settimana saranno liberi da impegni «professionali» data la sosta calcistica: l’occasione di una comoda «vendetta» contro chuiunque indossi una divisa sarà ghiottissima. Ieri il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblici, convocato in prefettura, ha «concordato le misure da adottare» in vista del corteo no global che si terrà sabato a Genova, dalla Stazione Marittima a De Ferrari, passando per corso Saffi, via Corsica, Carignano e via Fieschi.
«Non c’è ragione per vietare la manifestazione che si richiama ai principi costituzionali», fa notare il prefetto Giuseppe Romano. Di fatto chiudendo subito la porta alla richiesta nuovamente avanzata da Giorgio Bornacin e Gianni Plinio, di An, che ricordavano «l’elevato rischio di incidenti con grave pregiudizio per le attività commerciali e per la sicurezza dei cittadini, anche in considerazione della morte del tifoso ad Arezzo». Secondo il prefetto «gli organizzatori hanno concordato il percorso con la questura a riprova che la manifestazione dovrà essere pacifica». Ma soprattutto, la polizia dovrà anche avere la delicatezza di nascondersi. «Non ci saranno schieramenti in divisa e in tenuta anti sommossa alla testa del corteo - conferma Giuseppe Romano -. Ma questo non significa non esserci. Non terremo né una linea dura né una linea morbida, ma una linea pagante». I cosiddetti «obiettivi sensibili», i luoghi simbolici e a maggior rischio di attacco, saranno presidiati e comunque il corteo non li toccherà.
Ma tutto questo basta a tranquillizzare la città? Secondo il prefetto e il sindaco Marta Vincenzi, assolutamente sì: «Sono sicura che sarà una manifestazione assolutamente pacifica - ha ribadito ieri Vincenzi -. Non bisogna urlare allarmi. Sabato la città verrà semplicemente “usata” da un grande numero di persone. Per questo invito tutti i commercianti a tenere aperto, piuttosto i genovesi evitino di usare l’auto privata». Una questione di traffico, insomma. Peccato che sia lo stesso sindaco, sia la Cgil, sia le altre istituzioni abbiano evitato di aderire alla manifestazione no global che pure tante garanzie di pacifismo offre. Insomma, in tutta Italia ci sono gruppi di balordi inseriti nelle tifoserie organizzate pronti a coalizzarsi contro polizia e carabinieri, sabato sono liberi di venire a Genova per rinforzare le fila dei no global, e la polizia eviterà il più possibile le divise antisommossa. Non c’è rischio di scontri? «Potrebbe darsi che quanto accaduto domenica crei un motivo in più di preoccupazione», sottolinea il prefetto. Le stesse preoccupazioni che hanno portato a sospendere partite e intere giornate di campionato. Ma in Italia si possono chiudere gli stadi, vietare le partite a tutti per colpa di gruppi di violenti e criminalizzare le tifoserie indistintamente. La stessa cosa non vale se di mezzo ci sono i no global. In quel caso, che i poliziotti si arrangino e vadano pure a rischiare la pelle.