A Genova il bikesharing è già da maglia nera

Poi te lo compro. Quante volte da genitori per accontentare i propri figli sulla richiesta di una bicicletta si promette che in futuro il regalo arriverà? Le promesse di bici a Genova arrivano dal vicesindaco Paolo Pissarello, assessore alla mobilità, da cui attendiamo l’arrivo del «bikesharing». Proclama continuo che però viene sempre rinviato. Proprio come quando un papà, per non far fare i capricci al figlio, gli promette la bicicletta posticipando sempre il momento dell’acquisto. La bici a Genova doveva fare la sua comparsa all’inizio di maggio. Così avevano promesso Paolo Pissarello e Marta Vincenzi lo scorso settembre presentando il piano urbano della mobilità.
Avevano già stabilito il programma e le stazioni: 60 biciclette a pedalata assistita con colonnine in diversi punti del centro città. Il «bikesharing» è un sistema di noleggio delle due ruote per spostarsi in città che ha grande successo in tante città europee come Copenaghen e Barcellona e che in Italia sta attendendo di prendere il via a Firenze e Roma. Si doveva partire in primavera, ma nessuno di questo progetto ne ha saputo più nulla.
Qualcuno deve aver chiesto spiegazioni a Pissarello che ieri mattina ha deciso di ripresentare l’iniziativa. Uno poteva pensare, chissà con quale incremento e quali novità per il progetto. Macché, ieri la presentazione è stata speculare a quella di sette mesi prima: sei stazioni con sessanta biciclette a pedalata assistita. Niente di più. Solo che l’inaugurazione slitta a dopo l’estate.
Nodo al fazzoletto dunque, e vedremo se da settembre ci sarà la possibilità di girare in bici per Genova. Sono stata individuate diverse colonnine nell quali reperire le bici tra Brignole, Principe, De Ferrari, Matteotti, Porto Antico e Matitone. Un progetto finanziato con fondi europei per 220mila euro e che dovrebbe essere solo una sperimentazione più vasta che vorrebbe contare fino a 600 biciclette su tutto il territorio cittadino.