Genova, bimbo di 8 mesi muore in sala operatoria dopo l'anestesia 

Il piccolo ecuadoriano era già stato sottoposto all'anestesia per essere operato di ernia inguinale al Gaslini. Dopo un quarto d'ora è deceduto. I genitori presentano un esposto in Procura: ordinata l'autopsia

Genova - Un bimbo di otto mesi è morto questa mattina poco prima di essere operato per un'ernia inguinale all'Istituto Giannina Gaslini di Genova. Il piccolo paziente era entrato in sala operatoria verso le 7.30 e aveva cominciato a essere sottoposto ad anestesia quando, dopo circa un quarto d'ora e, nonostante l'intervento dei rianimatori, è deceduto. I genitori hanno il sospetto che la morte sia dovuta a problemi allergici eventualmente causati dall'anestesia e si sono rivolti a un legale genovese per far luce sulla vicenda. La famiglia ha sporto una denuncia in procura contro ignoti. Le cause della morte del piccolo saranno accertate nel corso di un'autopsia di cui verrà incaricato un medico legale scelto dalla procura della repubblica di Genova.

"L'intervento era programmato, con tutte le procedure del caso eseguite, e l'operazione non era certamente ad alto rischio, anche se il bambino era già in cura presso il nostro ospedale per una lieve cardiopatia congenita. La spiegazione di questa morte, che ci ha lasciato costernati e avviliti, la potrà dare solo l'autopsia". È il commento di Silvio Del Buono, direttore sanitario dell'ospedale Gaslini, dove questa mattina è morto per arresto cardiaco un bambino ecuadoriano di 8 mesi, nel corso dell'anestesia, prima di essere operato per un'ernia inguinale. "Subito dopo il decesso - spiega Del Buono - ho avviato le indagini per conoscere se tutti i controlli e le procedure previste per l'intervento erano state eseguite. La risposta dei medici è stata affermativa. Poi ho informato subito del fatto la procura, a cui ho già inviato tutta la documentazione". Del Bono ha confermato che la morte del bimbo è avvenuta nel corso dell' anestesia, prima di finire sotto i ferri per un intervento considerato comunque non a rischio, nonostante la lieve cardiopatia di cui il piccino era affetto.