«A Genova c’è aria di sorpresa»

«Nessun trionfalismo, per carità, ma una constatazione, sì, possiamo farla: l’atmosfera che si respira a Genova, per la prima volta dopo molti anni, è largamente favorevole al nostro programma e ai nostri candidati. La gente si è accorta che con la sinistra non si può più andare avanti»: Michele Scandroglio, coordinatore regionale di Forza Italia, fa il punto conclusivo sulla campagna elettorale degli azzurri e, più in generale, della Casa delle libertà, alla vigilia dell’arrivo a Genova di Silvio Berlusconi. «Sarà lui, ancora una volta - sottolinea Scandroglio - a suonare la carica decisiva per vincere in Comune e in Provincia. Ma bisogna riconoscere che tutti i candidati della Casa delle libertà hanno svolto un compito straordinario nel comunicare ai cittadini il nostro progetto politico e si sono dimostrati in grado, ai diversi livelli, di governare la città. I risultati, anche in termini di voti, non possono mancare». Il coordinatore regionale azzurro fa esplicito riferimento «alla percentuale ottenuta a Genova da Forza Italia alle scorse politiche, quel 19 per cento che ora, nonostante la presenza nello schieramento di centrodestra di liste concorrenti, può ragionevolmente essere superato». Se a tutto questo si aggiunge il crollo, a livello nazionale, della considerazione nei confronti del governo Prodi, si vede che ci sono tutti i motivi per avere fiducia. «Ma la fiducia - insiste Scandroglio - risiede soprattutto nel fatto che la gente ha riconosciuto valide le nostre proposte, incentrate su tre temi fondamentali: il rispetto dei doveri prima della pretesa dei diritti (deve valere per gli italiani, ma anche per tutti gli immigrati extracomunitari, oggi blanditi dalla sinistra e trattati meglio di tante categorie deboli della società), la tutela della famiglia e dei valori universali che rappresenta (contro i tentativi di scardinarla), e la salvaguardia della sicurezza (minacciata dalla cosiddetta microcriminalità che finisce per incidere direttamente sulla vita delle fasce meno protette). Sta qui la vera discontinuità - conclude Scandroglio - che solo la Casa delle libertà oggi è in grado di interpretare».