Genova Cenerentola? Ha ciò che si merita...

E va bene così... continuiamo a farci del male! Ho sempre pianto su una Genova Cenerentola, negletta o ignorata dal resto d’Italia, ma alla luce degli ultimi eventi devo malinconicamente convenire che se così è, un motivo forse ci sarà.
Un popolo che ha mandato, a governare la città, una giunta la quale a fronte della morte coraggiosa di un suo concittadino si aggrappa ai bizantinismi e infine rifiuta un qualsiasi riconoscimento pubblico a Fabrizio Quattrocchi, continuando a marchiarlo con l’infamante titolo di mercenario, ha e avrà esattamente ciò che si merita... e pazienza per la corposa minoranza che la pensava e la pensa diversamente. Un consigliere comunale che per onorare un morto ha bisogno che esso impugni la cazzuola, e che è nota a Genova soprattutto per le sue iniziative contro la gente comune (vedi apertura di vicoli fino a ieri ricettacolo di spaccio di droga e micro delinquenza, come da documentazione fotografica in nostre mani), un Sindaco che alla Messa in onore dei Caduti di Nassirya voluta subito dopo la strage dai Comitati del Centro Storico, non ritenne, benché invitato, di mandare un suo rappresentante mentre parteciparono, ringraziandoci, i massimi rappresentanti delle istituzioni genovesi (Prefetto, Questore, Generali dei Carabinieri, Esercito, Marina, Finanza, i Presidenti della Regione e della Provincia ecc.) sono esattamente ciò che i loro elettori si meritano.
Sono inutili altre parole: lascio giudicare ai lettori di buon senso dove situare Fabrizio Quattrocchi e gli esponenti della giunta nella scala di valori di Leonardo Sciascia (scrittore illustre non certo di destra) quando parlava di «uomini, mezzi uomini e quaquaraquà».