«A Genova il centrosinistra ha fallito su tutto»

Paola Setti

Egidio Pedrini il guastafeste.
«Da ex democristiano le cito De Gasperi, che pur avendo la maggioranza assoluta chiamò al Governo i partiti minori».
Anche l’Italia dei Valori è al Governo.
«Non nelle Regioni, lì siamo costretti a mendicare visibilità. E sì che la nostra Carmen Patrizia Muratore alla Sanità sarebbe stata meglio di Claudio Montaldo, certo non avrebbe tagliato i servizi».
Potevate cercare il confronto prima di decidere di correre da soli alle amministrative.
«I confronti cio sono stati, ma ogni volta hanno avuto più l’aspetto della formalità che della sostanza».
E qual è la sostanza?
«Tutto ciò che fa il centrosinistra a Genova, per esempio».
Tutto.
«Vogliamo parlare dell’Ami? Il suo bilancio fa drizzare i capelli: le hanno passato tutti i debiti per poter privatizzare Amt, il risultato è che aumenta il biglietto e a guadagnarci sono i francesi».
Hanno tradito i vostri valori.
«I Ds soprattutto non si stanno rivelando una garanzia».
Se lo dice lei.
«Prendono i tuoi voti, poi ti pagano con i posti nelle municipalizzate ma ti tolgono visibilità su tutto e dappertutto. E a proposito di municipalizzate: che ci faceva l’Amiu in Cina?».
Affari?
«Ecco appunto, solo che loro non devono fare affari, perché se vanno male chi paga è la nonnina che versa la tassa sulla spazzatura. Ma poi tutto: che ne facciamo del centro storico? E di Begato? Qual è il progetto sul disagio sociale, sullo sviluppo economico, sulla vivibilità urbana?».
Dicono che sia lei il problema, perché lei la poltrona ce l’ha ed è solo a caccia di visibilità, quindi non le importa se IdV qui non avrà eletti.
«Non c’è nessun calcolo personale. Anzi, se mai io avrei bisogno di più eletti per fare un mazzo così a questa gente che non rispetta gli accordi».
“Questa gente” non è più amica sua.
«IdV ha una valanga di voti in Liguria, ci sono 26mila elettori che ci guardano. Dobbiamo essere coerenti con quello per cui siamo stati eletti. I partiti dell’Unione mi dicano cosa vogliono fare su sanità, trasporto pubblico, sviluppo della portualità, razionalizzazione delle spese, e sull’aeroporto, che non ha bisogno di soldi ma dovrebbe solo cambiare gestione per funzionare. Mi diano soddisfazione su queste cose e poi parliamo».
Lei vuole imporre il suo programma.
«Io non dico “o si fa come voglio o morte”, dico però che ci sono ferite da sanare, sediamoci attorno a un tavolo».
Oppure correte da soli.
«Il muro di Berlino è caduto, non si sta più di qua o di là per ideologia».
Cioè correte da soli e chissà con chi. Con chi?
«Certo preferiremmo restare nel centrosinistra, ma il centrosinistra dovrebbe avere la capacità di recepire le istanze. Non abbiamo preconcetti, uniremo tutte le forze non valorizzate»
A chi pensa?
«Penso a tutti. C’è un partito che si chiama Piripetto? Ecco, prendiamo anche quello. Siamo una forza nazionale ben identificata, e possiamo fare da punto di riferimento»