Genova cerca turisti nella capitale delle armi

(...) a rinnovare l’accordo che era stato sottoscritto prima di lei dal sindaco Giuseppe Pericu e sostenuto anche dall’ex presidente della Regione Sandro Biasotti. All’inizio si parlò di contatti di natura imprenditoriale e turistica, ma ad oggi, dopo cinque anni, non risulta che masse di turisti russi di Ekaterinburg siano arrivate a Genova. Fatta eccezione, s’intende, per un charter che atterrò a Genova nel luglio del 2004 pieno di speranze e di turisti russi e che doveva diventare un collegamento fisso. Ma così non è stato. Solo qualche altro collegamento, poi più niente. Di certo, e questo non farà piacere ai patiti della pace (magari solo con le bandiere), che sono tanti dalla parti di via Garibaldi, la città di Ekaterinburg, terza per grandezza dopo Mosca e San Pietroburgo, vive sulle industrie che producono armi e organizza expo di ordigni bellici che farebbero rabbrividire le famose tute bianche tanto amate da Marta Vincenzi. Ma questi sono argomenti tabù. Tant’è vero che lo stesso governo di Mosca ha scelto per la città una sorta di comunicazione di basso profilo, glissando sulla vocazione militare della sua industria e sul fatto che Ekaterinburg sia rimasta sostanzialmente la sede del più grande arsenale segreto del governo comunista. Del resto basta informarsi sul sito turistico della città «Ekaterinburg travel» dove ci sono molte sezioni anche tradotte in lingua italiana. Nei consigli ai viaggiatori si legge che adesso «non c’è nessuna restrizione per visitare Ekaterinburg. Ma la città e stata in effetti chiusa agli stranieri durante decenni a causa delle imprese militari situate nella sua periferia. A proposito, intorno ad Ekaterinburg ci sono sempre alcuni settori chiusi e dovete evitare di visitarli perché in caso di violazione potete essere arrestati». Segue l’elenco dei luoghi off limits. Poche le cose in comune con Genova se non forse il fatto che la città ha una metropolitana con una sola linea: quella di Ekaterinburg è la metropolitana più corta della Russia e collega i quartieri lontani dalla città (Uralmach) con il centro. È il mezzo di trasporto più sicuro e pulito, «mentre i bus sono sporchi e sovraffollati».
Ai tempi del governatore Biasotti l’accordo con Ekaterinburg consentì a Genova di liberarsi dell’inquinamento della Stoppani di Cogoleto e di trasferire in Russia la produzione pericolosa.
L’occasione per l’ultimo viaggio in Russia del sindaco Vincenzi è stata la celebrazione dei 285 anni di fondazione della città di Ekaterinburg: tra feste e ricevimenti si è anche formato il rinnovo dell’accordo di programma che prevede un approfondimento dei diritti dell’infanzia e la partecipazione delle industrie genovesi al Russian Business forum che si svolgerà a maggio del 2009. Fatto salvo che Genova sembra aver abbandonato l’industria pesante così come concepita in passato resta da vedere quali siano le reali prospettive di sviluppo per la nostra economia. Qualche giorno fa un altro accordo è stato stilato con la città di Odessa. Di particolare interesse per i rappresentanti della città di Odessa che vuole studiare da noi il sistema della mobilità urbana e la metropolitana in particolare. Contenti loro. Oggi, invece, il sindaco è a Saragozza, in Spagna, la città da cui è arrivato Milito. Molti (di sicuro i genoani) pensano che nel cambio ci abbiamo guadagnato.