Genova chiederà a Parigi di riavere la chitarra di Niccolò Paganini

Non c’è solamente il mitico violino «Guarneri del Gesù», il «Cannone» di Niccolò Paganini. Il grande compositore genovese aveva anche un altro grande amore: la chitarra, per la quale scrisse diverse opere, fra cui la «Grande Sonata per chitarra sola con accompagnamento di violino» e la «Serenata dedicata alla sorella Domenica nel giorno del matrimonio». Che Niccolò Paganini amasse la chitarra lo conferma anche una sua lettera da Napoli nella quale si lamenta della mancanza di esecutori all’altezza delle sua pagine. A differenza del celebre «Cannone», custodito dal Comune di Genova a Palazzo Tursi, la chitarra suonata da Paganini, una Berlioz, ceduta poi all’amico parigino Berliotz con il quale condivideva la passione per la chitarra, non è però nel capoluogo ligure. Né in Italia. Il prezioso cimelio fu donato da Berliotz al Conservatorio di Parigi dove è tuttora custodito.
Lo riferiscono il Comune di Camogli e il Gruppo Promozione Musicale Golfo Paradiso organizzatori della manifestazione «Chitarre di Liguria», in programma stasera, nella sala consiliare del municipio.
La serata, molto attesa dagli appassionati, prevede un concerto del duo Fabrizio Giudice e Josè Scanu che suonerà le chitarre appartenute a grandi musicisti come Simone Schiaffino, Pasquale Taraffo «U Reua», Vittorio Centanaro, Ruggero Chiesa e Fabrizio De Andrè e altri. Un patrimonio inestimabile di chitarre storiche, meno una. La chitarra di Niccolò Paganini, appunto. Il vicesindaco di Camogli Elisabetta Caviglia, approfittando della presentazione in mattinata in Regione Liguria, dell’iniziativa, ha chiesto aiuto all’assessore alla Cultura Angelo Berlangieri. Stasera, a Camogli, sarà assente anche lo strumento di un altro chitarrista illustre: Giuseppe Mazzini. La chitarra- questa sì- resterà nella teca del Museo Mazziniano di Genova. «Ma è colpa nostra, non abbiamo fatto la richiesta con i previsti quattro mesi di anticipo», confessano gli organizzatori.