Genova alla conquista del Mediterraneo

La prima Giornata dei calabresi di Genova, promossa dall'associazione Mediterraneo presieduta da Aldo Praticò, è stata ieri l'occasione per riportare al centro dell'agenda politica cittadina e nazionale il ruolo di Genova come capitale del Mediterraneo. «Rotte mediterranee: navigare oltre la crisi», questo il titolo del convegno organizzato dall'associazione Mediterraneo presso il Teatro della Gioventù per riflettere sulle sfide poste dalla crisi attuale e le possibili soluzioni che possono arrivare dal mare, dai traffici portuali, dallo sviluppo delle infrastrutture, Terzo Valico e Gronda in testa.
Il convegno ha acceso i riflettori su tematiche di assoluta importanza per il futuro dell'economia ligure. A «scaldare» subito il dibattito ci ha pensato il presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato Luigi Grillo: «Tremonti deve essere coerente con lo spirito di questo Governo e varare al più presto il federalismo fiscale». Enrico Musso, nella doppia veste di docente universitario di Economia dei Trasporti e di membro della Commissione Infrastrutture del Senato, chiarisce l'essenza del progetto di riforma dei porti: «L'autonomia serve come strumento di autofinanziamento, non per far indebitare i porti. Ormai non si può più prescindere da un sistema misto pubblico-privato». Aldo Praticò avanza un'ulteriore proposta: «Non è possibile che città più piccole di Genova abbiano più strumenti della Superba per affrontare la crisi. Ecco perché abbiamo creduto nel collegamento tra il mare e il cielo e nel ripristino della tratta aerea Genova-Reggio Calabria».
Il sottosegretario alle infrastrutture Bartolomeo Giachino sottolinea infine come la Liguria sia l'ultima regione italiana in termini di percentuali di crescita ma, in caso di vittoria del centro-destra, potrà riagganciarsi alle grandi sfide nazionali intraprese dal Governo in carica e accedere al «tesoretto» di 14 miliardi di euro dei fondi Fas.
Critiche, autocritiche, analisi e prospettive lasciano il posto, nel pomeriggio, alle musiche folk e alle tradizioni popolari delle centinaia di famiglie che si trasferiscono al teatro Vaillant Palace, per concludere i festeggiamenti in onore delle proprie origini calabresi.