Genova controcorrente: i prezzi delle case restano sempre alti

Se l'altro giorno l'Agenzia del Territorio nazionale ha segnalato il crollo del numero delle compravendite di case nel primo trimestre 2012 rispetto a quello del 2011, con Genova al top (-21,8%), dopo Palermo (-26,5%) e davanti a Roma e Firenze (entrambe -21%), ieri il catasto genovese ha evidenziato che la crisi c'è, ma seguendo l'esempio della Fornero ha ridato i numeri, ha corretto il tiro e si è concentrato sugli ultimi sei mesi dell'anno scorso. «Nel secondo semestre 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010, il mercato immobiliare ligure ha registrato una contrazione del volume delle compravendite ed un modesto decremento delle quotazioni medie regionali - spiega la nota di via Fiume - tuttavia il numero delle transazioni è risultato in controtendenza con quello rilevato a livello nazionale: +2,2% se si limita l'indagine soltanto ai capoluoghi e +0,9% se la si estende al contesto provinciale».
In altre parole, è la prova oggettiva che fino a quando c'era il Cav si vivacchiava. Appena c'è stato il decreto antisviluppo Tassa Italia e Salva privilegi al posto di quello sui tagli alla spesa, imprese private e famiglie in difficoltà, genovesi in testa, hanno giustamente cominciato a chiudere le attività e a non investire più nel mattone. Se si aggiunge il massacro Imu, portato ai massimi dal compagno prof. Marco Doria (che in sostanza, beffando i genovesi, si sarebbe autoridotto la rendita catastale e per l'immobile di via Garibaldi pagherebbe l'Imu agevolata perché classificato bene di interesse storico) non c'è da stupirsi che i tartassati abbiano fatto registrare nel mercato genovese quel crollo post Cav.
«Chi sa fa, chi non sa insegna - ha detto ieri il vice presidente genovese di Assedil-Ance Davide Viziano - al repentino crollo delle compravendite, per adesso a Genova non si è visto il crollo dei prezzi degli immobili, se non in alcune zone come Sampierdarena dove già con la giunta Vincenzi la diminuzione appariva direttamente proporzionale all'aumento della criminalità e del degrado. In quel quartiere, connotato anche da forte presenza di immigrati, il valore è sprofondato fino a 1500 euro a metro quadrato. Oggi si comprano immobili di prestigio e posti auto o box».
Secondo l'interessante statistica ben elaborata dal team di Stefano Silvano dell'Agenzia di via Fiume, a mantenere di più il prezzo sono state le case del levante con una media di 4900 euro/metro quadrato. Nel secondo semestre 2011 in Albaro è risultato di 5263 euro, Boccadasse 6088, Quarto bassa e Quinto 4875, Nervi 6125, S. Ilario 5900, Foce mare 3825, Sturla 3483. Hanno mantenuto i prezzi pure le zone centrali di Carignano (4581) e quelle del centro storico con i palazzi nobili in San Lorenzo e in via Garibaldi (3742) dove abita il sindaco. Dopo il boom dei bilocali nei carruggi, arenato dalle politiche di Marta Vincenzi e dal ripopolamento di «quei bravi ragazzi dei centri sociali», i valori degli appartamenti sono calati fino a 2400 euro. Le «isole» di Pegli di viale Modugno hanno tenuto i 3725 euro e in piazza Bonavino i 4125 euro. A Manin-San Nicola-Castelletto i prezzi medi di compravendita sono stati di 3483 euro.