Tra Genova e Milano solo treni vecchi e minuti di ritardo

Repetto non ha capito

che Roma non lo ascolta
Esauriti tutti i «gradi di giudizio», il Terzo valico è stato condannato. Una sentenza fortemente annunciata, fortemente subita. Genova e la Liguria possono ringraziare il Governo Prodi che ha sbattuto la nostra regione in un cono d'ombra che si rende ogni giorno più buio. Per il mio ruolo di consigliere provinciale posso invece riscontrare come il presidente Repetto, a secondo delle situazioni politiche che gli ruotano intorno, cambi opinione, scelte e indirizzi, naturalmente con il massimo ossequio verso le supreme decisioni altrui. Più volte ho presentato mozioni in consiglio sul Terzo Valico, richiamando tutte le parti politiche ad esprimersi in maniera chiara, una volta per tutte, su cosa intendessero fare in proposito, ma sempre senza ricevere soddisfazione. Infatti sarebbe stato importante che da tutte le Istituzioni genovesi e liguri si fosse alzato un forte richiamo congiunto alla responsabilità ed al mantenimento degli accordi presi, al di là degli schieramenti politici, per il rilancio del nostro territorio. Ma proprio Repetto in consiglio provinciale frenò, chiedendo di rimandare il voto su questo argomento perché avrebbe scritto lui una lettera al presidente del consiglio, di concerto con altri esponenti del centro sinistra, per sostenere l'importanza di quest'opera strategica: già allora avevo espresso i miei dubbi sul risultato di questo intervento ed oggi quei dubbi diventano certezze: a Roma non li ascolta nessuno! La nostra città è costantemente penalizzata dall'indifferenza dei Palazzi della capitale e, considerando che qui regna il centro sinistra, forse un filo di dialogo in più, almeno quello, si sarebbe potuto auspicare. Invece assolutamente nulla. Così, nell'ultima seduta del Consiglio, Repetto si è ritrovato a dover giustificare l'ingiustificabile, rimpallando le responsabilità su altri e sulla mancanza di un piano finanziario credibile. In sostanza «ha preso atto che non ci sono le risorse pubbliche necessarie per realizzarlo»: una dichiarazione dirompente… intanto, mentre lui prende atto, gli altri ci prendono in giro! Più che una questione di disponibilità è una questione di priorità, dalle quali siamo stati chiaramente esclusi. In realtà Rifondazione Comunista non voleva che si facesse niente e così è andata: uno spettacolo deludente al quale abbiamo assistito troppo spesso. Le ragioni di una coalizione appiattita a sinistra e le imminenti elezioni hanno prevalso sul buon senso, nonostante le continue rassicurazioni alle quali, peraltro, nessuno ha mai creduto.
Vice Capogruppo provinciale
Forza Italia

Grazie alla Carige

e al presidente Odone
Notizia più bella non avevo il piacere di leggere, direi... dal 1948...! Guardi non so cosa dire, sono al punto di offrire al signor Odone e al signor Berneschi la mia collaborazione.... Mi rendo conto della «cosa ridicola» che dico. Ma piuttosto che niente... pur di non perdere l’occasione possibile, da questi illustri signori pensata, metto a disposizione l’esperienza e la professione.
Giulio Tesi
Burlando non si permetta

di «snobbare» Berneschi
Caro Lussana, ho letto il suo articolo e ho visto su Primocanale una porzione di intervista al presidente Carige Berneschi sul problema del terzo valico ed la risposta a lui data da Claudio Burlando. In buona sostanza, il presidente Berneschi diceva che se gli imprenditori genovesi si muoveranno, la Carige potrà,con il concorso del sistema bancario nazionale ed internazionale, provvedere al finanziamento dell’opera sulla base,ad esempio,di una concessione cinquantennale rilasciata dallo Stato. Berneschi terminava lasciando intendere che se invece gli imprenditori genovesi non vorranno muoversi,poco per Genova rimarrà da fare ed il suo destino sarà segnato definitivamente.
Claudio Burlando,a mio giudizio con una certa supponenza,pur mostrandosi sostanzialmente d’accordo con il presidente Berneschi,invitava lo stesso a presentare le sue proposte in maniera più precisa e formale e cioè di non affidare il tutto ad una intervista televisiva.Ho avuto quasi la sensazione che a Burlando queste dichiarazione del Presidente Berneschi fossero, alle sue orecchie,una specie di noioso ronzio.
Burlando continuava poi ribadendo che nella finanziaria ci sono solo i soldi per terminare i lavori dell’alta velocità fra Torino-Milano - Napoli e che nulla è previsto per il terzo valico.Pareva quasi che fosse contento,così serio e pragmatico come appare (anche a Lei).
Peccato che quello che avrebbe dovuto fare a tempo debito,come Governatore della Liguria,non lo ha fatto! Quando nel passato mese di agosto è venuto Di Pietro a comunicargli che il terzo valico era stato stralciato dal calendario delle opere infrastrutturali urgenti,doveva scatenare su Roma un inferno. I genovesi ed i liguri che hanno a cuore la loro città e la loro regione lo avrebbero seguito indipendentemente dal loro colore politico. Di un amministratore della cosa pubblica di questa levatura, che cioè non sa tutelare e difendere i propri amministrati, ne possiamo fare sicuramente a meno. In proposito ricordo che il sede di campagna elettorale regionale Burlando, criticando l’operato del presidente Biasotti in ordine ai corsi di informatica per la terza età (il cui costo è rimasto a carico della Regione solo in maniera residuale),si vantava di avere invece provveduto a far aprire,per la terza età,oltre trenta associazioni bocciofile. Un bello slancio verso il futuro mi pare! Cordiali saluti.
Gianni Silvestri
Sarà la carta del rilancio

nel nostro programma
Caro Lussana, il Terzo Valico sta scavando un solco all'interno della società genovese. Da una parte ci sono le parti produttive della nostra città e dall'altra quella nomenklatura che ha fatto della politica di «piccolo cabotaggio» la propria strategia. Una strategia consapevole del fatto che per mantenere le posizioni di potere bisogna rallentare la crescita della città . In quest'ottica va bene tutto…anche affermare…. che «prima del Terzo Valico ci sono i problemi sociali da risolvere». Questo senza tenere conto, che come hai scritto Tu recentemente, fare crescere Genova è la condizione necessaria per incominciare a risolvere i problemi sociali. Infatti il rilancio delle infrastrutture permette lo sviluppo delle imprese e quindi più lavoro, più disponibilità per i consumi, più famiglie che decidono di vivere a Genova. In quest'ottica il Terzo Valico non è una «querelle» ma è la carta decisiva per il nostro rilancio. In quest'ottica abbiamo il dovere di porlo alla base del nostro Programma per le Amministrative. Un dovere che nasce dalla sensazione di insofferenza che sta crescendo fra i genovesi. I genovesi chiedono di avere degli alfieri che pensino allo sviluppo e non alla politica del tran tran. Alfieri che siano consci che l'«industria» della Cooperazione Sociale non può sostituire il sistema industriale. Alfieri che siano consci che Genova deve tornare agli antichi fasti e non deve diventare un «lazzaretto» da cui scappare.
Enrico Cimaschi
Coordinatore per il Ponente
Lista Biasotti
La Camera di Commercio

presenti il suo candidato
Con le dichiarazioni finalmente chiare e precise della Carige e della Camera di Commercio e anche se forse un po’ meno chiare, dell’Associazione Industriali, l’orizzonte politico della nostra Liguria si è fortemente schiarito. Se si riesce a cogliere le personalità giuste l’elezione del Comune e della Provincia possono essere vinte. Pertanto in primis Biasotti deve e sottolineo deve, candidarsi per Sindaco perché è lapalissiano che se non si vincono il prossimo anno le elezioni comunali non è nemmeno pensabile che fra quattro anni Biasotti possa essere ricordato per le regionali. Per le provinciali, forse più alla portata della destra, la Camera di Commercio dovrebbe presentare un candidato e la propaganda elettorale dovrebbe essere basata soprattutto sull’esecuzione del terzo valico così maldestramente buttato via dalla sinistra, proprio in questi tempi in cui tutti si sono resi conto che senza Terzo Valico saremo solo e per sempre destinati alla terza categoria: Intelligenti, Furbi e Abelinati.
Pro Schiaffino