Genova fa saltare la fusione Hera-Iride-Enia

da Milano

Mentre ieri pomeriggio a Brescia andava in onda quella che appare la svolta dopo i litigi in famiglia di A2A, da Genova è arrivata quella che potrebbe essere la mazzata finale al progetto di aggregazione Hera-Iride-Enìa. In mattinata, in un convegno alla Bocconi, erano venuti segnali di cauto ottimismo dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e dal management di Iride. Ma in serata è arrivata la doccia fredda del sindaco di Genova, Marta Vincenzi che in una dura lettera indirizzata a Chiamparino e ai due top manager di Iride, Roberto Bazzano e Roberto Garbati, ha affermato che «il Comune di Genova non ritiene che il tentativo di aggregazione debba protrarre tavoli di lavoro che finora non hanno dato alcun risultato». In sostanza, Genova vuole più peso per Iride nella gestione e nell’azionariato della futura società. Cosa assai difficile da ottenere e la Vincenzi ha sbattuto la porta.
Alla Bocconi c’erano anche i due numeri uno di A2A, Giuliano Zuccoli e Renzo Capra, entrambi in prima fila ma adeguatamente distanti. Zuccoli ha sostenuto che i dissidi tra Milano e Brescia sono stati «un po’ enfatizzati» dai media. Il sindaco di Brescia, Adriano Paroli aveva però ribadito le sue critiche al riassetto di A2A, che secondo lui sbilancerebbe la società a favore di Milano. Una tesi non condivisa dalla Lega Nord che ha chiesto a Capra di lasciare l’incarico. Sulla questione si è spaccata anche la sinistra bresciana: Pierangelo Ferrari, dissentendo con l’ex sindaco Paolo Corsini che ha annunciato la sua uscita dal Pd, ha detto che «il vero problema di A2A si chiama Capra». Il manager bresciano ha reagito dicendo: «Se il problema sono io, sono pronto a dimettermi».
Poi, in serata, il lungo incontro Paroli-Zuccoli a Brescia, svoltosi in un clima molto più disteso, con il manager milanese che ha rassicurato il sindaco sulla volontà di rispettare le situazioni locali.