Da Genova a Firenze, prove di «narcosale»

Nel capoluogo ligure aperto il dibattito. In Toscana i Verdi depositano un disegno di legge regionale

da Milano

Sull’esempio di Paesi come Olanda, Svizzera, Spagna e Germania, dove già si sperimentano le «injecting rooms», anche qualche giunta ha proposto l’introduzione delle narcosale in Italia, le stanze del buco dove i tossicodipendenti cronici possono drogarsi con l’«assistenza» di medici e psicologi. In Toscana, il progetto è in un articolo della proposta di legge sulle tossicodipendenze firmata da Fabio Roggiolani, leader dei Verdi locali e presidente della commissione sanità in Regione. Una stanza per tossici in ogni Asl toscana, tutto compreso: siringhe e aghi sterili, laccio emostatico, acido citrico e cucchiaino. La proposta ha diviso lo stesso Ulivo, mettendo in serio imbarazzo il governatore Martini. «Noi vogliamo salvare i ragazzi che ogni giorno muoiono per overdose, Aids e epatiti - ha spiegato Roggiolani, primo firmatario della legge -. Non li manderemo in galera, li assisteremo». Ma non ha convinto né l’assessore diessino alla sanità Rossi («lanceremmo un messaggio devastante») né la Margherita, che ha chiesto un vertice di maggioranza per bocciare il programma delle camere per drogati.
A Genova, pochi giorni fa, ancora prima che la proposta arrivasse in consiglio comunale era già scoppiato il putiferio, con la protesta di Alleanza nazionale e i silenzi imbarazzati nella giunta di sinistra. La richiesta era partita dai residenti di Santa Brigida, quartiere della città invaso da siringhe e tossici. I cittadini hanno trovato ascolto nel consiglio di circoscrizione che ha varato una proposta per le narcosale. Ma appena la notizia è circolata, An ha chiesto chiarimenti al sindaco Beppe Pericu. Cade dalle nuvole Paolo Veardo, assessore alla Città solidale del comune di Genova: «Non ne so nulla. Capisco il disagio dei residenti, ma non sono d’accordo». Il comune di Torino, nel 2002, ha creato una commissione tecnica di studio sulle narcosale, malgrado l’opposizione della Margherita che ritiene «altre le priorità sulla droga». Tra i favorevoli alla sperimentazione delle «narcosalas», come quelle a Madrid, c’è anche il sindaco Sergio Chiamparino. A Chiamparino i radicali hanno fatto avere una videocassetta sull’esperienza spagnola, lo stesso film che hanno proiettato in piazza davanti al municipio, proprio accanto alla manifestazione parallela di An, a suon di striscioni: «Chi ti dà la droga ti dà la morte». Ma anche a Milano si è parlato di «locali comunali per tossicodipendenti», magari i parchi in città. Era la promessa di Bruno Ferrante, candidato sindaco dell’Unione, ai supporter della Rosa nel pugno.