A Genova per Forza Italia non c’è più parcheggio

Già trovare i point elettorali era stata una faticaccia. I dienieghi erano stati irremovibili: «Temo ritorsioni», alcuni persino creativi: «E se poi nessuno lo volesse più comprare, un ufficio che è stato affittato a Forza Italia?», oltre agli immancabili: «Ma si figuri se dò una mano a Berlusconi». Epperò, almeno, accadeva nelle zone rosse, quelle di periferia magari, dove la sinistra fa manbassa di voti e un po’ te lo aspetti, che la destra troverà scarsa ospitalità. I box, invece, quella è stata una batosta, «una disperazione» per dirla con Alba Viani la coordinatrice genovese di Motore Azzurro Donna. Da una ventina di giorni due camper fanno il giro della città per informare i cittadini delle iniziative elettorali di Forza Italia. Già è una sfilata fra i gestacci, anche se in molti si avvicinano per avere informazioni e materiale. Ma il problema vero è stato trovare due garage coperti per parcheggiarli la notte.
Avevano cercato sulle pagine gialle. Tutto filava liscio al primo contatto. Ma la linea casualmente si interrompeva sulla parola magica: Forza Italia. Le altre erano scuse un po’ imbarazzate o il classico, inesorabile: «Siamo al completo». «Subito pensi al caso - si sfoga Viani -, poi, quando nemmeno i megafoni riesci a noleggiare, allora ti domandi se non sia tutto vero, Genova ci boicotta». Chi diceva che no, altoparlanti non ne abbiamo più, chi chiedeva cifre assurde, 500 euro per 20 giorni, come comprarlo.
Dal boicottaggio alle intimidazioni, racconta Viani che uno dei due camper se la vide brutta quando venne Silvio Berlusconi a Genova. Aveva conquistato la posizione migliore, proprio davanti al teatro Carlo Felice. Si ritrovò in mezzo alla rivolta dei centri sociali. Il malcapitato autista venne insultato, i manifesti strappati, le gomme tagliate. Poi c’era stato il gazebo allestito in piazza petrella, ignoti lo avevano capovolto e distrutto. E l’altro giorno in via Venti Settembre i militanti hanno temuto altri atti di vandalismo quandoi si son visti piombare in testa calcinacci, caduti o buttati? «Intimidazioni che non ci spaventeranno» ha tuonato non più di qualche giorno fa l’onorevole Alfredo Biondi, che ha annunciato denunce per violenza privata e danneggiamento.
È una campagna elettorale difficile, «ma speriamo di vincere lo stesso, alla faccia loro», parola di Alba Viani.