«Genova ha bisogno di un’alternativa, non di un’ammucchiata»

Senatore Luigi Grillo, ha letto della «provocazione» del suo collega di partito e coordinatore regionale del Pdl, Michele Scandroglio?
«Mi sembra una proposta stravagante, fuori da una logica. Non ne abbiamo mai parlato nelle sedi competenti, nell’ultimo comitato regionale nessuno ne ha fatto menzione. Se il segretario regionale ci crede, fra venti giorni c’è il congresso cittadino del Pdl e lo riproporrà. Lì è il luogo più importante in cui vengono discusse le linee e vediamo se avrà consenso».
Ma da dove è saltata fuori l’idea di un patto con il centrosinistra? Tutta farina del sacco di Scandroglio o gli è stata suggerita?
«Il governo Monti è nato a seguito della votazione alla Camera dove Berlusconi non aveva più la maggioranza sul rendiconto di Stato. Ed io ho votato a favore del governo tecnico perché a mio parere non si doveva andare a votare. Questa soluzione è funzionale a un periodo di decantazione utile per il Paese. Detto questo, Genova non vive un momento di crisi drammatica. È stata solo mal governata in questi anni. Ma la situazione locale è diversa da quella nazionale. Genova ha bisogno che il centrodestra crei un’alternativa seria e credibile per inventare una nuova classe dirigente».
D’accordo, però Genova negli ultimi 20 anni ha perso 300mila abitanti, e non è mica cosa da poco. Forse la situazione del capoluogo ligure è più drammatica di altre città italiane...
«È un’esagerazione, un’esasperazione. È vero che la città perde abitanti, ma per una continuità gestionale della sinistra che non si risolve con un governo di solidarietà. Genova ha bisogno di discontinuità, non di un’ammucchiata o di un governissimo. Finché il centrodestra non sarà in grado di convincere i genovesi di nuove idee, proposte, programmi, continuerà questo lento declino che fa perdere posti di lavoro e residenti. Il Pdl non può nascondere le sue incapacità dietro un’ammucchiata chiamata governissimo. Ha il dovere di fare opposizione a questo governo. E se sarà in grado di proporre un’alternativa credibile, allora conquisterà il diritto a governare. Ma se non è capace, la soluzione di Scandroglio denota il limite del Pdl».
Anche perché le elezioni amministrative ormai sono dietro l’angolo e il centrodestra non ha ancora trovato un suo candidato sindaco...
«Abbiamo il dovere di trovarlo. Ma la mia tesi è che per individuare una persona e il consenso, occorre creare le condizioni. Questo lavoro non è stato fatto nel migliore dei modi. Non si conquista la credibilità facendo una buona campagna elettorale. Ma facendo un buon lavoro politico in tutti questi anni».
Mi scusi, senatore Grillo. Torniamo un momento a Monti. Quando si trattò di aderire alla manifestazione degli «Amici del Giornale» per rivendicare il diritto al voto, lei si sfilò. E oggi però va contro la proposta di Scandroglio che parla di un governo di salute pubblica, di una giunta tecnica, di figure alla Monti. Ha cambiato idea?
«Sono due cose diverse. Mi sono dissociato dalla manifestazione, perché secondo me era un’iniziativa senza prospettive. Ho criticato seccamente l’idea che si potesse andare al voto in un momento come questo, le elezioni sarebbero state una scelta scellerata. E quindi ho dato il mio appoggio al governo tecnico. Ma la proposta di Scandroglio non c’entra nulla con Monti. Noi siamo dentro una crisi terribile tanto che nemmeno persone capaci come quelle che ci guidano riescono ad uscirne. Ma questa crisi riguarda il Paese e l’Europa. Genova non è assimilabile alla crisi italiana. Genova è in crisi perché è male amministrata. Sono due cose differenti a cui vanno applicate soluzioni diverse. Il governissimo per il centrodestra sarebbe una dichiarazione di impotenza, non una soluzione originale e geniale e valida. Certificherebbe soltanto la nostra incapacità di avere uomini e idee per proporre un’alternativa».GG