Genova ha l’acqua salata In un anno rincaro record

Fortuna che il Comune, qualche mese fa, ha lanciato una campagna per promuovere il consumo di acqua del rubinetto, proprio perché sarebbe economica. Ma a Genova di economico parlando dell’acqua del rubinetto, c’è veramente poco. Il capoluogo ligure, infatti, risulta essere la città italiana che riscontra il maggior incremento di prezzo negli ultimi dodici mesi. Si è arrivati al 10,8% con una spesa di 73,07 centesimi di euro al metro cubo nel 2008. Nel 2007, invece, il costo era di 65,92 centesimi di euro. Questo nonostante Iride sia una delle società più «in forma» del mercato con un titolo di borsa che ha sempre il segno positivo. I risultati del gruppo per il primo semestre del 2008 hanno fatto esultare anche il sindaco Marta Vincenzi che ha parlato di «un programma di investimenti sul futuro per la costruzione di rigassificatori e progetti eco- compatibili». Peccato che il sindaco non abbia pensato a chiedere all’ex Amga di bloccare il costo delle bollette dei genovesi, come invece si è impegnato a fare Alberto Gagliardi, vicepresidente del consiglio comunale. «La giunta comunale dovrebbe impegnarsi a chiedere un blocco delle tariffe al gruppo- ammonisce-. Lo chiederò ufficialmente in consiglio comunale. Lo deve fare attraverso i consiglieri d’amministrazione indicati dal sindaco».
Gagliardi lamenta la discrepanza tra il momento positivo per la società ed il fatto che Genova è la città dove l’acqua ha subito il rincaro più elevato, «Iride in questo momento fa godere solo dipendenti e azionisti alle spalle dei genovesi che devono pagare bollette salatissime». L’attacco dell’ex sottosegretario passa anche per la gestione dei depuratori, «le fogne non portano voti e non vengono considerate- ricorda-. Ci rendiamo conto di come è l’acqua del nostro mare? Questa società, che è controllata dal Comune, alla buona performance borsistica ed aziendale non fa corrispondere una buona gestione per il consumatore».