Genova invasa, «riapre» la caccia al cinghiale

(...) di Oregina ne abbiano anche adottato uno, sono molti quelli che hanno paura dell’ingombrante presenza. Proprio la notte scorsa i vigili del fuoco sono stati tempestati dalle telefonate dei residenti spaventati per lo scorrazzare degli ungulati per le strade alla ricerca di cibo. Una ventina di esemplari scesi dal parco del Peralto per vivere la notte genovese.
Comune e Provincia hanno detto basta. Basta a chi pensa che i cinghiali possano vivere come animali domestici ed essere sfamati con crocchette e caramelle. Non servono neanche più le gabbie per catturarli e trasferirli in altre zone, perché, come ha ricordato l’assessore provinciale Piero Fossati, «gli animali non ci entrano più. Si sono resi conto di come funzionano e riescono addirittura a strappare il cibo con le zampe senza farsi catturare». Fine dei formalismi, dunque, riparte la caccia ai cinghiali, «necessaria prima che capiti qualche episodio grave», precisa l’assessore. Con due incognite enormi: da una parte l’esasperazione degli animalisti, dall’altro il boicottaggio dei cacciatori. Ieri una dichiarazione di fuoco contro Fossati l’ha rilasciata Daniela Filippi della Lav che ha attaccato la politica ambientale della giunta guidata da Alessandro Repetto: «sperano di salvarsi la faccia salvando il cinghiale Piero, ma se si prosegue così è chiaro che la politica dell’ambiente viene fatta a suon di piombo e fucilate». I cacciatori, invece, continuano a ribadire che non si muoveranno per aiutare le istituzioni nell’abbattere i capi. «Ribadiamo la posizione, non ci adopereremo per abbattere i cinghiali -attacca Alessio Piana del coordinamento ligure delle associazioni dei cacciatori-. Non collaboriamo, siamo offesi per il trattamento che è riservato nei nostri confronti a livello nazionale quanto a livello locale. Non è giusto che si venga chiamati in causa solo in caso di necessità e denigrati per tutto il resto del tempo». A confermare quanto detto da Piana è vicepresidente della Federcaccia di Genova Adriano Zanni: «Negli ultimi tempi veniamo sempre più additati come assassini. Per protestare contro questa situazione le associazioni ci hanno invitati ad astenerci al partecipare alle battute selettive fino a quando i vari assessori regionale, provinciale e comunale, non riconosceranno il nostro ruolo di utilità nel controllo della fauna selvatica». Ai cacciatori non è ancora pervenuta nessuna comunicazione ufficiale per le prossime battute. Comunicazione che dovrebbe arrivare nei primi giorni della prossima settimana da parte del Prefetto.
Anche dal Comune arrivano segnali di avvertimento per chi nutre gli ungulati. L’assessore alla sicurezza Francesco Scidone ha annunciato che saranno inaspriti i controlli per far rispettare l’ordinanza del Comune che vieta di dar da mangiare ai cinghiali: chi gli sfama verrà multato.