A Genova l’immagine simbolica di un sogno

Un artista cleptomane e il suo cane dalle fattezze umane. Una modella. Due visioni. Il mercante d’arte e un giornalista. In uno studio sommerso di stracci, dove gli elementi scenografici escono da mucchi di stoffe sporche di colore. La compagnia waltersteiner mette in scena la parabola creativa di un artista che si confronta con il senso del suo lavoro: è «Storia di un pittore, immagine simbolica di un sogno», scritto e diretto da Clemente Tafuri e David Beronio, in scena questa sera alle ore 21 e domani pomeriggio alle ore 16 al Teatro della Gioventù di via Cesarea.
La materia, il corpo e il sangue sono i suoi incubi, le sue speranze. Il corpo, il mondo e lo spirito sono i luoghi del conflitto. E la riflessione politica sul valore dell’Arte si spinge alle estreme conseguenze. L’opera possiede la forza necessaria a trasformare le cose? L’intervento dell’artista può cambiare veramente la realtà? Come già il Bukowski de «Il duello», il protagonista di questa storia lotta con gli elementi che costituiscono la sua ricerca e, guidato dalle evocazioni del suo inconscio, cerca disperatamente di raggiungere l’opera e capire se stesso e il significato dell’arte più in generale.
La logica interrotta dalle sue stesse ossessioni è lo strumento per sondare l’insondabile. La dimensione sospesa, surreale e simbolica incontra e racconta un margine, uno squarcio da cui rileggere le prospettive e i significati dell’apparenza. La pittura, il lavoro del pittore, si mescola quindi alla vita e la vita cola tragicamente sulle tele nell’unica e definitiva immagine del sogno. Dove il sogno diventa visione, e la visione ha le forme e le parole dell’enigma.