Genova laboratorio della rissa Casini-Follini

Il primo attacco è diretto, nome e cognome: «Marco Follini ha fatto un grandissimo regalo non solo a Romano Prodi, ma anche a Silvio Berlusconi, perché gli ha consentito di dimostrare che chi cerca di costruire il centro fa un’operazione inefficace, perché poi scivola a sinistra». Anche la seconda sferzata è diretta all’ex amico di sempre, solo che Pier Ferdinando Casini pensa a lui ma parla di Fabio Broglia, che in Regione e per la vita ha lasciato l’Udc per aderire all’Italia di mezzo. I toni non sono duri e fanno più male per questo: Broglia? «Oggi sono qui a Genova per presentare un personaggio di grande personalità come Vincenzo Lorenzelli quale capolista dell’Udc per le prossime amministrative. Broglia è un bravo ragazzo, ma il suo addio certo non ci indebolisce. Quando un amico se ne va dispiace sempre, ma nel frattempo sono entrati gli amici Nicola Abbundo e Matteo Marcenaro, quindi il nostro saldo è in attivo rispetto al passato. A Broglia auguro buona fortuna a sinistra con Follini». È il primo step. Il secondo è peggio: «Ciascuno deve seguire le sue inclinazioni. Se uno vuole andare a sinistra, capisco che si trovasse a disagio nell'Udc, che alla sinistra è alternativo».
Così liquidato dal suo ex segretario, ieri Broglia ha risposto per le rime. In ufficio tiene ancora il manifesto elettorale dell'Udc, il volto di Casini e la scritta: «Un'idea diversa». Ecco. La verità, attacca, «è che l'Udc ha chiesto i voti alle politiche su un'idea diversa, ma ora evidentemente ha cambiato idea: ora, l'idea diversa si riduce al progetto, di corto respiro, di scalzare la leadership di Silvio Berlusconi nella Casa delle Libertà. Non a caso in Regione il capogruppo attuale dell'Udc è Nicola Abbundo, uno che viene da Forza Italia. Questo chiude il cerchio». Ergo: «Non sono io, ma Casini che ha cambiato idea. Io resto con chi quell'idea diversa continua a perseguirla». E cioè Follini, chiaro. E che importa se l'uomo a Roma s'è spostato sull'Unione. Anche qui in Liguria Broglia spesso vota con l'Unione, «ma mi riservo di valutare i singoli provvedimenti». E che succederà alle amministrative? L'Udc appoggia Enrico Musso a Tursi e Renata Oliveri in Provincia, i candidati della CdL, ieri Casini ha fatto anche tappa al gazebo che Forza Italia ha organizzato per metterli a confronto con i cittadini.
I genovesi di mezzo che faranno? «Presenteremo nostri candidati» avevano annunciato presentandosi un paio di settimane fa, in Provincia con ogni probabilità correrà Broglia avevano aggiunto. Epperò ieri sul Corriere della Sera c'era Follini che diceva: «A Genova Italia di mezzo appoggerà Marta Vincenzi, a Palermo vedremo». Ma non voleva dire quello, giuravano i suoi dopo esser trasaliti. Broglia: «Smentisco assolutamente». Stefano Graziano il coordinatore nazionale: «Il ragionamento che faceva Follini è diverso. Noi, a Genova come a Palermo, lasciamo autonomia decisionale ai territori».
Appunto. Visto che qui Idm è composta in primis da un Broglia ormai avversario della CdL per come è strutturata, e da un Luigi Patrone che viene da Gente della Liguria, la lista di G.B. Pittaluga e di Claudio Burlando, e giura fedeltà alla maggioranza di centrosinistra in Regione, allora uno più uno fa due. Se non già al primo turno in Comune, in caso di eventuale ballottaggio la decisione pare già presa: sarà Vincenzi.