GenovA lancia la sfida a chi ama Genova

Il nome della testata è «GenovA». Ma il sottotitolo è tutto un programma: «Il mensile dei genovesi che amano Genova». Beata ingenuità o ottimismo della ragione? Meglio, decisamente meglio, «la busta numero 2». E in questo senso si può essere solidali con autori, editori e promotori dell’iniziativa editoriale (un po’ guasconi e un po’ temerari, ma anche professionisti). Finiamola col guardarci in cagnesco - propongono loro -, basta veti incrociati, picche e ripicche, facendo finta di cambiare purché non cambi niente. È il momento di rimboccarsi le maniche e di urlare a pieni polmoni: «Forza Genova!».
A dare il buon esempio, intanto, ci si mettono loro, i componenti di una squadra eterogenea, ma solidale (finalmente, in questa città così sarvega). I capofila: Elio Domeniconi e Etta Palmieri, d’accordo nella vita e nelle esperienze di comunicazione; la figlia Monica, non nuova a cercare di riempire di contenuti la pagina bianca; il neodirettore Silvano Balestreri, figlio d’arte (l’indimenticabile Leonida) e firma del «Secolo XIX»; poi, anche Remo Benzi, poeta, già consigliere comunale e comandante della Polizia municipale (quello dei guanti bianchi e dell’inno del Corpo, della severità unita all’orgoglio d’appartenenza). Infine l’editore Gianfranco De Ferrari. Al loro fianco si è amalgamata una schiera di collaboratori - fra cui Massimiliano Verdacchi, Raffaella Bellucci, il genovesissimo e genoanissimo «milanese» Fabrizio De Ferrari - curiosi al limite dell’intrigante sui fatti altrui. Ma non solo per gusto del pettegolezzo - par di capire dal «numero 0» -, quanto per amore della città, delle sue risorse e, soprattutto, del suo futuro. Ecco: il futuro. «Guardiamo avanti», tuona nell’editoriale d’esordio l’innamorato deluso (della città attuale) Balestreri. Che è disposto a investire in fiducia, anche lui pronto a mettersi in gioco, ad «arrampicare» - come si mostra audacemente e improbabilmente in foto, stile novello Messner! - per scommettere su domani, dopodomani e oltre...
Tutti insieme? Con chi ci sta. Compresi quelli che la rivista la fanno «dentro», i personaggi. In questo numero, ad esempio, Nino Gotta e Roberta Pinotti, Il Makò e il ristorante Giacomo, Flavio Repetto e Odo Tinteri, Alfredo Biondi e Raimondo Lagostena... In punta di penna, intinta di volta in volta nel curaro e nella melassa, nell’agrodolce e nel dolceamaro. Purché abbia sempre il gusto dell’amore per tutti i genovesi che ancora amano Genova.