Genova laurea tutti scienziati

Andrea Macco

«Dal muro, specchietto, favella. Nel regno chi è la più bella?» vogliamo usare questa frase dei fratelli Grimm esposta alla mostra «Specchi» per trarre le fila di questa quarta edizione del Festival della Scienza che ha visto ben 60.000 biglietti venduti e 250.000 visite in soli 10 giorni, circa il 20% in più dello scorso anno. Una prima considerazione: spesso gli spazi scelti non sono apparsi idonei ad ospitare un flusso così elevato di visitatori. Infatti, conferenze per cui si aspettavano poche persone hanno fatto il pienone costringendo gli organizzatori a mandare via gli ultimi arrivati o a stipare il pubblico. Un esempio è stato l'incontro sulla «Fisica nella birra» riproposto dopo il successo dello scorso anno: bella in linea di principio l'idea di tenerlo in birreria ma di fatto, tale scelta, ha limitato molto il numero di partecipanti. Per quel che riguarda le mostre, in alcune ore - specie durante i giorni festivi - si è creato un fenomeno di «massa critica» che ha fatto sì che non tutti riuscissero a visitarle con la dovuta calma e concentrazione. La presenza di bambini scalmanati e a volte poco sorvegliati dagli adulti ha poi creato qualche scompiglio nelle mostre consigliate ai più grandi. Le prenotazioni avrebbero dovuto regolare il flusso di visitatori ma ciò, nella pratica, non si è quasi mai verificato.
Pure le segnalazioni dei siti del Festival sono state talvolta carenti, specie in periferia, come nel caso della mostra «Strumenti scientifici antichi» al castello Mackenzie. Hanno invece spopolato la mostra di Superman allo Spazio Telecom (33.000 visitatori), «Esciential e Wonders» e i Laboratori ai Magazzini dell'Abbondanza, questi sì destinati ai più piccoli, i quali sono stati seguiti da una equipe di animatori paziente, preparata e ben assortita.
Assolutamente da migliorare, invece, è la preparazione scientifica dei traduttori che sono intervenuti nelle conferenze con relatore straniero. «Dal muro, specchietto, favella. Nel regno chi è la più bella?» dicevamo in apertura, ed ecco allora una possibile classifica di quelli che ci sono parsi i 5 migliori stand o mostre di questo Festival. C'è da notare che le mostre nuove si sono rivelate più accattivanti di quelle già presentate nelle scorse edizioni. Quinto posto: «Cimenti di invenzioni e armonia» alla casa Paganini. Un bel binomio tra musica e scienza, non manca l'originalità, tuttavia l'organizzazione e la scelta di alcuni exibit va ancora migliorata.Quarto posto: «Ambigua, sfuggente… vitale» mostra al Complesso di S. Ignazio, luogo defilato che ne ha limitato l'affluenza. Terzo posto: «Specchi», al palazzo della borsa. Con 15.000 visitatori la mostra ha offerto un affascinante viaggio nel mondo delle illusioni e delle prospettive, con molti riferimenti letterari e un supporto audio-video interessante. Secondo posto: Superman. Meriterebbe la medaglia d'oro se non fosse stato per le lunghe code e i bagarini che vendevano a caro prezzo i biglietti presi ed esauriti in mattinata. Infine l'ambito primo posto: «Science for food» alla Commenda di Prè. Piccola ma ben strutturata, con esperienze pratiche d'avanguardia affiancate da lezioni teoriche esaurienti e comprensibili presentate da animatori veramente appassionati.