Genova per lui

A Genova, nel 1992, una petizione popolare chiede che venga dedicata una via a Enzo Tortora: ma l'assessore pidiessino Paola Balbi, mentre infuria Mani pulite, s'inventa che «Tortora non è abbastanza conosciuto a livello nazionale». Una proposta analoga avanzata nel 1994 della Lista Pannella (che pure fa parte della maggioranza guidata dal sindaco & giudice Adriano Sansa) viene respinta dal consiglio comunale «per non entrare in polemica con i giudici di Mani pulite»; il pidiessino Michele Casissa precisa che si tratterebbe di «un attacco generalizzato ai giudici continuativo della strategia pannelliana e berlusconiana». Anna Tortora e il giornalista Luciano Garibaldi, nel 1998, propongono di affiggere una targa sul palazzo dove nacque Enzo Tortora: i condomini bocciano l'idea perché la targa avrebbe «sporcato» (testuale) l'estetica del palazzo. La proposta di dedicare a Tortora l'ultimo tratto di via Pastrengo, due anni dopo, viene respinta dalla Circoscrizione centro-est perché il cambio di indirizzo, su documenti e biglietti da visita, avrebbe comportato esborsi da parte degli abitanti. Il 27 giugno 2008, tra la centralissima via Roma e la storica galleria Mazzini, a Genova, ultima dopo svariate città, viene finalmente inaugurata la Galleria Enzo Tortora. Il che dimostra, a scanso di equivoci, che il Regime è sempre più vicino.