Genova madre per Corto Maltese

Gli anni '70 sono alle porte e in salita Viale approda, con ancora il ritmo argentino nel sangue, Hugo Pratt (1927-1995). È stato Florenzo Ivaldi, appassionato di fumetti e futuro editore, a ricondurlo in Italia: sotto l'egida di Claudio Bertieri come direttore, inizia l'avventura di «Sergente Kirk». La rivista che darà voce ai protagonisti del fumetto mondiale (Caniff, Breccia, Muñoz) e alla futura generazione italiana (Buzzelli, Battaglia, Calegari) diventando anche palestra per la giovane critica. Libertà e sperimentazione conducono la rivista su rotte internazionali e danno vita, nel '69, al primo dizionario mondiale del fumetto, «AZ Comics», oggi introvabile ma presto fruibile in versione digitalizzata insieme, si spera, proprio a «Sgt. Kirk». E se oltre l'ombra della Lanterna, il suo valore storico-culturale è noto, Genova spesso dimentica di averne visto la nascita insieme alle tavole della «Ballata del mare salato» di Pratt ove compare, per la prima volta, un Corto Maltese ancora «ignaro della propria biografia incerto della propria psicologia», che si preciserà in un universo poetico scandito da coraggio, inganni, coincidenze e litanie, carico di profumi inebrianti di donne. Un labirinto di fughe nelle calli veneziane e di avventure sugli enigmi di un'antica mappa, che attraversa la rivolta dei Boxer come la guerra di Spagna in un viaggiare che è sete di conoscenza. La stessa del suo creatore, Pratt, che nel suo segno coagula i libri di una vita (Conrad, Melville, Stevenson), le note dell'amico Gillespie e lo stupore di un bambino in Abissinia, per stemmi e divise. E se per 750mila lire, nonostante il successo e una copertina su «Life», Bordighera perde nel '65 il Salone del Fumetto regalandolo a Lucca, oggi Genova è la prima tappa di una mostra itinerante, «Kirk: le radici di Corto Maltese», destinata ad arricchirsi nel suo viaggio di nuove sezioni (tavole originali, foto, documenti, convegni e pubblicazioni) e ad essere l'anteprima delle manifestazioni per il centenario della nascita del fumetto italiano del 2008. Bastano una decina di totem alla facoltà di Scienze della Formazione (corso A. Podestà 2, fino al 31 maggio) con dettagli delle copertine della rivista e qualche incisiva spiegazione, a evocare quell'intensa âge d'or e a far scattare la scintilla. Quella che attraversa lo sguardo di Ivaldi, di Gianni Bono, direttore del Museo del Fumetto e dell'Immagine di Lucca e curatore della mostra, di Bertieri e, ovviamente, dei visitatori: molti riconoscono subito luoghi e volti e gli altri, di certo, non tarderanno a rincorrerli, recuperando il tempo perduto.