Genova-Milano, odissea a bassa velocità

(...) Il primo commento che verrebbe in mente è «Magari». Magari fosse vero quello che dice il simpatico Totò, soprannominato dagli amici Vasa-Vasa per la sua straordinaria capacità di baciare centinaia di elettori al giorno e capace di esaltarci nella sua capacità di tener testa a Michele Santoro ad Anno zero. Magari i soldi per il Terzo Valico ci fossero già davvero! Eppure Cuffaro li dà per acquisiti e criticabili, senza sapere che la Genova-Milano è l’arma vincente per trasformare la nostra città, la Liguria e l’Italia nella piattaforma portuale europea per tutte le merci in arrivo dal Selvaggio Est: «Il Terzo Valico costa quattro miliardi e 979 milioni di euro, ma è una tratta che non fa parte del Corridoio 5, nè del Corridoio 1». Se lo sente Marco Nesci, consigliere regionale di Rifondazione e strenuo oppositore dell’infrastruttura, lo bacia (il che, trattandosi di Vasa-Vasa non è nemmeno difficile), e ci fa un Pacs. Se lo sente Edoardo Sanguineti, gli dedica un’apposita poesia: «A Totò».
Insomma, a tutti coloro che sostengono l’inutilità del Terzo Valico, dedico il racconto del mio viaggio di mercoledì. Non avevo badato a spese. Nell’ambito del viaggio in seconda classe, ovvio. E, per raggiungere Cervia (la tratta, senza supplementi, da Genova costa 19 euro e 37 centesimi), ho speso 46 euro e 55. Seguendo alla virgola i consigli dei computer delle Ferrovie: per la precisione 15,5 euro se ne sono andati per l’Intercity Plus Genova-Milano; 29 per un Eurostar Milano-Rimini e 2,05 per il Rimini-Cervia. É un giro contro la logica. Ma mi sono fidato di Trenitalia. Risultato: il treno da Genova è arrivato con venti minuti di ritardo a Milano, ho perso l’Eurostar, ho perso ogni altra coincidenza e sono arrivato a Cervia dopo più di sette ore dalla partenza da Genova, dopo aver viaggiato su treni che costavano molto meno di quelli che avevo prenotato e facendo molti meno chilometri di quelli che avevo pagato.
É una piccola storia, ma è la storia quotidiana di migliaia di pendolari. Perchè il problema non sono le altre linee. Il problema è la Genova-Milano. Il problema è un tragitto, non certo lungo, per cui (in Intercity!) ci vogliono ancora due ore. Il problema sono i ritardi cronici. Il problema è che, senza Terzo Valico, saremo qui sempre più spesso a raccontare queste storie. E Genova sarà, sempre più, un posto dove i giovani non resteranno. E Genova sarà, sempre più, una città morta.