Genova non può rischiare di perdere Duccio Garrone

(...) quindi, ricordano molto di più l’ultimo sciagurato anno dei Tosi, dei Di Carlo, dei Guastoni e dei Cavasin, dimenticando nove anni in cui le famiglie Garrone e Mondini hanno preso sulle spalle i blucerchiati portandoli dal rischio di fallimento e dalla serie B a un quarto posto, una lunga serie di partecipazioni europee e una finale di Coppa Italia.
Ma questo, nonostante le apparenze, non è un articolo di sport. Quello che voglio dire è molto semplice e si riduce a poche righe: credo che, nonostante tutto questo, Genova non possa permettersi di fare a meno di Duccio Garrone. E spero davvero che la sciagurata annata blucerchiata e tutti gli attacchi (molti cattivi ed ingiusti, molti meritatissimi) contro il presidente doriano non convincano Garrone a fare un passo indietro: non dalla Samp, ma da Genova.
Soprattutto, credo che la migliore risposta siano le attività della Fondazione Edoardo Garrone, che Duccio continua a regalare alla città in un contesto in cui, incredibilmente, anche le fondazioni bancarie, che ce l’avrebbero nello statuto, si disimpegnano dalla città. Posso dirlo? Mi è dispiaciuto moltissimo vedere ridimensionare la Festa dei Giovani collegata alla Festa dello Sport che una straordinaria intuizione del vicepresidente della Fondazione Carige Pierluigi Vinai aveva messo al centro della stagione. Poi, la Festa dello Sport, voluta dalla Porto Antico, si è fatta lo stesso ed è stata bella come al solito. Però, un po’ piccolina, in versione mignon. Peccato.
Insomma, la Feg voluta da Duccio e guidata da Paolo Corradi è un esempio di come si fa cultura a Genova, mirando sulla formazione e sul futuro. Poi, può esserci l’iniziativa o la serata che mi piace di più o di meno, ma questo fa parte del gioco. Non sono sempre d’accordo con me stesso, figuriamoci con Garrone che spesso ha, come dire?, una vis esternatoria troppo marcata.
Però, serate come quelle di lunedì scorso al teatro Modena con Claudio Bisio, senza nemmeno sfiorare la politica, sono serate che segnano in positivo la storia di una stagione. E, ancora una volta, in questo segno, la Fondazione Garrone c’è.
Poi, per l’ennesima volta, noto che fare iniziative come la serata con Bisio, ma anche tutta la stagione del teatro dell’Archivolto, in un teatro di piazza Modena, fra via Buranello e via Sampierdarena, vale moltissimo. Che, in mezzo a tanta gente che si riempie la bocca di «sociale», sia un vero segno di «sociale». Perchè, quando si esce dal Modena o dalla Sala Mercato non vedo nessuno che ha paura di Sampierdarena. E non avere paura è già la maggiore delle vittorie.
Per quanto mi riguarda, lasciatemi ringraziare pubblicamente Duccio. Proprio ora.