La Genova Parcheggi rallenta sulle soste veloci

In via Frugoni le maggiori proteste per la macchina mangiasoldi

(...) gli spiccioletti, un po’ meno per il tempo a disposizione, che invece è fin troppo «speedy». Già perchè l’ultima trovata della Genova Parcheggi potrebbe in realtà anche celare una certa utilità: «Sosta veloce, 20 centesimi per 18 minuti», recita uno dei cartelli dislocati in giro per la città e sperimentati in via Frugoni. A molti 18 minuti potrebbero essere sufficienti per sbrigare commissioni senza correre il rischio della classica multa, sempre in agguato. Ma il condizionale è d’obbligo perchè la sorpresa non tarda ad arrivare: i centesimi inseriti infatti, secondo la macchinetta probabilmente non sufficientemente istruita, danno diritto sì alla fermata, ma di appena cinque minuti.
E allora il quesito cambia: cosa si riesce a fare in appena 300 secondi? «Niente - racconta il solito malcapitato - e poi basta avere l’orologio indietro ed ecco che ho buttato via il mio denaro». Cosa è accaduto? Semplice, la macchinetta mangiasoldi è stata tarata anche per la frazione di ora ma venti centesimi sono esattamente il dieci per cento di due euro e con leggera approssimazione cinque minuti sono il dieci per cento di un’ora. Qualcuno quindi si è dimenticato di segnalare al parchimetro che la «promozione» recita: 20 centesimi per 18 minuti.
L’inghippo è stato scoperto e segnalato dal consigliere comunale di Alleanza Nazionale Aldo Luciano Praticò che ha già presentato una mozione per esporre il problema: «Se c’è il parcheggiatore - spiega Praticò - viene regolarmente rispettata la tariffa segnalata, ma quando hai a che fare con la macchinetta i minuti a disposizione diventano solo cinque. Questa è una “truffa“ anche se involontaria ai genovesi, a cui la società dovrà porre rimedio al più presto. Ed è l’ennesima beffa nel periodo delle festività». Il paradosso è proprio nelle modalità con cui viene «contraffatto» l’orario: il parcheggiatore rispetta la sosta dei 18 minuti, mentre la macchinetta è tarata diversamente. «Avevo già presentato - racconta ancora Praticò - una mozione per un’ altra vicenda che riguarda la Genova Parcheggi e che ha dell’assurdo: la fine sosta di un automobilista infatti viene conteggiata quando questo si reca a pagare nella sede della società, ovviamente dopo aver cercato per almeno un’ora l’addetto alle blu area». Oltre a questo i genovesi avevano pagato il posteggio anche di domenica. Era accaduto l’11 e il 18 dicembre, oltre all’8 che invece era festivo; sui cartelloni però non era stata affissa l’ordinanza comunale che dava il via libera alla Genova Parcheggi. Ma in alcune vie della città ci sono anche altri problemi meno «speedy», ma altrettanto fastidiosi. Nell’imminenza del periodo natalizio, e questa era cosa nota, i costi per la sosta delle automobili sono lievitati. Ma in via Gramsci la segnalazione delle nuove tariffe non appare sul parchimetro. Così chi prima sapeva di dover pagare un euro per un’ora, da un giorno all’altro si è trovato, senza segnalazioni sul parchimetro, a dover sborsare il doppio.
Ovviamente la prima cosa che balza alla mente è quella di recarsi dal parcheggiatore a chiedere spiegazioni e qui arriva l’altra sorpresa: irreperibile. Così alla fine non rimane altro da fare: adeguarsi e pagare due euro. In realtà la segnalazione, sul cartello e non sul parchimetro, c’era, ma celata dietro ai cantieri per il rifacimento del piazzale. Come dire, cari genovesi, ecco un altro regalo sotto l’albero.