Genova ricorda Tortora e gli dedica i giardini in cima a via XII Ottobre

Un’area verde intitolata all’agente di polizia penitenziaria Mariagrazia Casazza

Il Comune di Genova sta per dedicare quattro angoli di città ad altrettanti suoi figli illustri: Enzo Tortora, Lina Volonghi, Lele Luzzati e Cesare Viazzi. La decisione, a quanto pare, è stata bipartisan e ha incontrato il favore tanto della maggioranza quanto dell’opposizione. Nessuno infatti ha sollevato obiezioni nel voler ricordare, intitolando giardini o strade, tre personaggi così cari al pubblico come sono stati in vita Tortora, Volonghi e Luzzati, e rendendo onore ad un pittore molto noto ai suoi tempi, come appunto Viazzi. «La Commissione Toponomastica, presieduta dall’assessore Paolo Verardo, e della quale faccio parte, ha preso questa decisione all’unanimità - conferma l’avvocato Matteo Campora (Fi) - Tutti abbiamo voluto che in qualche modo la nostra città rendesse merito alla grandezza di queste persone».
Il punto più controverso di queste intitolazioni, almeno nel passato, riguardava appunto Tortora. Giornalista professionista, nato a Genova il 30 novembre 1928, intellettuale e liberale convinto, uomo di grande cultura ed eccellente presentatore televisivo, Ento Tortora è stato uno dei più noti personaggi pubblici degli anni Settanta-Ottanta. La sua trasmissione «Portobello» aveva indici d’ascolto di altissimo livello e rese tanto celebre il suo ideatore e conduttore che qualcuno, nell’ombra, alla fine cercò di bloccarlo. Infatti alcuni malavitosi napoletani cercarono di coinvolgerlo in affari illeciti a sua insaputa e il povero Tortora si trovò così scaraventato in un vortice giudiziario senza precedenti. Soltanto anni dopo, a processi ormai superati, la verità venne a galla scagionando del tutto Enzo Tortora. Grazie ai radicali divenne anche parlamentare europeo, ma la sua lunga ed estenuante battaglia giudiziaria alla fine lo consumò a tal punto che un cancro se lo portò via nel giro di brevissimo tempo.
L’intitolazione di una strada ad Enzo Tortora, più volte sponsorizzata dal Giornale, adesso è arrivata a compimento con i giardini di via XII Ottobre che, alla fine del procedimento burocratico in corso, si chiameranno appunto Giardini Enzo Tortora. Tuttavia sembra sia destino che le cose che riguardano Tortora in qualche modo debbano subire qualche intralcio. «In questo caso - spiega ancora Campora - si tratta di un intervento tecnico, in quanto la collega Milena Pizzolo di An ha chiesto, e ottenuto, che ci fosse una pausa prima di completare l’iter per permettere al municipio di competenza di esprimersi».
In attesa di espletare anche questa formalità, vanno invece avanti le pratiche relative agli altri personaggi proposti. A Lina Volonghi, nata a Genova il 4 settembre 1916, grande attrice di teatro la cui fama è stata consacrata dalla televisione e non solo (ancora oggi ricordiamo la sua performance in una indimenticabile Madre Coraggio), sarà dedicato il belvedere a copertura della Società Sportiva Sturla. La stessa dove la Volonghi divenne provetta nuotatrice. E sempre a Sturla l’attrice nacque e visse tutta la sua adolescenza.
E che dire poi di Lele Luzzati, il grande artista che proprio quest’anno ci ha lasciato. Luzzati è nato a Genova il 3 giugno del 1921 e vi è morto il 26 gennaio del 2007. Scultore, scenografo, fondatore del Teatro della Tosse insieme a Tonino Conte, Luzzati è uno degli artisti più conosciuti del suo tempo. Alla sua memoria verranno intitolati i nuovi giardini tra piazza delle Erbe e vico Tre Re Magi, in quel centro storico che tanto ha amato durante la sua esistenza.
Forse un po’ meno conosciuto in quanto a popolarità, ma pur sempre personaggio di prima grandezza nel panorama culturale genovese e nazionale, era certamente il pittore Cesare Viazzi. Nato ad Alessandria nel 1857 e morto a Predosa nel 1943, Viazzi fu professore presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti dal 1893 al 1906 e sempre a Genova svolse un’intensa attività di ritrattista, realizzando dipinti per la Società promotrice di Belle Arti, grandiosi complessi (a Palazzo Raggio in via Balbi, al castello Raggio di Cornigliano, a Villa Weil e Villa Bisio in Albaro), nonché diversi soggetti per il Cimitero monumentale di Staglieno. Di lui si ricordano anche le cinque tele della controfacciata nella cattedrale di Imperia-Porto Maurizio.
Il suo studio era a Palazzo del Principe, ma lo si vedeva spesso anche a De Ferrari per la sua frequentazione dell’Accademia Ligustica di Belle Arti.
Tra tanti personaggi famosi, ce n’è uno che, pur non essendo conosciuto, ha comunque ampiamente meritato un ricordo da parte della sua città. Si tratta di Mariagrazia Casazza, agente della Polizia penitenziaria, nata a Genova il 7 giugno 1960 e morta a Torino il 4 giugno 1989 mentre cercava di salvare alcuni detenuti da un incendio scoppiato nel locale carcere. Fu proprio grazie a questo senso di abnegazione, che le costò la sua giovane vita, che le venne concessa la medaglia d’oro al valor civile alla memoria. Genova la ricorderà intitolandole i giardini di nuova realizzazione tra corso De Stefanis e via del Faggio.