A Genova le ronde smascherano la banda di romeni

GenovaLe ronde padane. Quelle brutte, fasciste, razziste, violente. Le ronde padane finiscono in tribunale, ma si accomodano sul banco dei buoni, quello dei testimoni. Di più, su quello riservato alla polizia. Perché è stato un «vigilante» delle ronde padane che a Genova ha fatto arrestare i ladri che sembravano imprendibili e che da notti stavano saccheggiando la delegazione di Sampierdarena. Nessun manganello a spaccare teste, nessuna revolverata, nessuna missione punitiva tipo trenette western. Sono bastati gli obiettivi giusti, qualche «clic» tempestivo e anche la voglia matta di dare sicurezza al quartiere.
Tutto inizia un anno fa, quando la zona di Sampierdarena diventa terra di conquista di ladri, rapinatori, sbandati. Spesso le forze dell’ordine allargano le braccia, non hanno uomini né mezzi sufficienti, ma i residenti sono disperati. Anziani e donne aggrediti per pochi euro, vetri delle auto in frantumi perché nel portaoggetti spuntano gli spiccioli, vetrine di negozi e bar sfondate per razzie impunite. E poi furti in casa, scippi, estorsioni. Le istituzioni provano a organizzarsi con vertici in prefettura e riunioni operative. La Lega Nord mette su le ronde. Il gruppo si chiama «Genova sicura» e incontra subito le solite reazioni ricche di accuse di xenofobia e violenza, di offesa alle regole democratiche. Ma «arruola» pensionati e padri di famiglia, studenti e persino qualche mamma esasperata. Li «arma» di pazienza mista a rabbia. E di macchine fotografiche, telecamere, telefonini.
I primi risultati arrivano presto. Certificati dai dati ufficiali delle forze dell’ordine, che notano una diminuzione dei reato. Ma una sera le ronde fanno di più. Individuano una banda di romeni che si aggirano tra le traverse delle vie principali. Al riparo dalle luci artificiali, ma non dei vigilantes. Che li seguono, avvertono la polizia e li tengono d’occhio. Finché due si mettono a fare i pali e due spaccano la vetrina di un bar e cominciano a «servirsi». L’obiettivo padano è spietato: li inquadra e scatta (vedi foto qui sopra, ndr). Quando arriva la polizia per i ladri è tardi: gli agenti li prendono quasi sul fatto. Intanto delle prove non c’è bisogno perché le hanno già raccolte i fazzoletti verdi. Le foto entrano nel fascicolo e ieri mattina in tribunale a Genova i 4 finiscono alla sbarra, inchiodati dalle loro fotografie. Il resto lo racconta con soddisfazione Edoardo Rixi, segretario provinciale della Lega: «Il Pm ha chiesto sei mesi - fa notare - Il giudice è stato più duro e li ha condannati a nove mesi e 400 euro di multa. Ma per noi la soddisfazione maggiore è quella di aver offerto ai cittadini un po’ di sicurezza in più, di aver dimostrato che non siamo picchiatori e che le nostre ronde tanto bistrattate agiscono nella legalità. Anzi, portano legalità».