A Genova scoppia la moda del «Biodrink» con un concorso per i barman più creativi

Altro che whisky, tequila e vodka. Sono la papaia, il melone e il peperoncino i nuovi ingredienti dello «sballo» in discoteca e una competizione tutta made in Liguria si propone di farne i veri protagonisti del sabato sera.
È stato infatti presentato ieri a Genova il primo concorso nazionale del «Biodrink e del Biococktail, bevanda alternativa senza contenuto alcolico o sostanze nervine», iniziativa congiunta di consumatori e gestori di locali da ballo per contrastare il dilagante consumo di alcol tra i giovani. Fino al prossimo maggio, quindi, barman professionisti, allievi delle scuole alberghiere e studenti di istituti a indirizzo artistico-grafico sono invitati a creare nuove ricette e nuovi slogan rigorosamente a basa analcolica (iscrizioni aperte all'indirizzo concorso@assoutenti.liguria.it); sarà poi una giuria di esperti a incoronare nel capoluogo ligure la proposta più gustosa e fantasiosa.
«In una città come questa dove i ragazzi hanno cercato nei litri d'alcol del “bottiglione” il modo di far vivere la movida - spiega Furio Truzzi, presidente dell'associazione Assoutenti Liguria, ricordando il raduno alcolico di piazza De Ferrari scovato su Internet dal Giornale a metà novembre - noi lanciamo una movida nuova a base di biodrink, lontana dai proibizionismi e a favore del divertimento».
Il concorso ha ottenuto il patrocinio di numerose istituzioni tra le quali il Ministero della Gioventù, la Regione Liguria e il Comune di Genova, e rientra in «Iceberg alcol», progetto di sensibilizzazione, educazione e formazione permanente sui problemi legati al consumo di bevande ad alta gradazione. «Non serve a nulla chiudere i locali alle due - sostiene il senatore Pdl Giorgio Bornacin, in rappresentanza del ministro Giorgia Meloni - è molto più importante invece diffondere la cultura che bere troppo non solo fa male ma può anche mettere in serio pericolo la propria vita e quella degli altri». Il bollettino di morte connesso all'alcol d'altronde è spaventoso: secondo la Società Italiana di Alcologia sono un milione e mezzo gli alcolisti in Italia e 9 milioni di persone rischiano la pericolosa influenza del «bere in compagnia»; solo nella nostra regione, inoltre, senza calcolare le vittime della guida in stato di ebbrezza, ogni 100mila abitanti sono circa 600 le persone tra i 35 e i 55 anni e una decina i ragazzi sotto i 14 anni a finire in ospedale per aver alzato il gomito. «Il nostro obiettivo è quello di informare i giovani e dare loro un'alternativa - dice Gianni Testino, presidente ligure della Società - devono capire per esempio che se per sei volte all'anno ricorrono al binge drinking, la moda di tracannare tutto in un colpo diversi bicchieri di alcolici, vanno incontro alla perdita del 2% del loro cervello». Di fronte a rischi di tale portata, il biodrink pare proprio la scelta migliore, destinata sempre più a fare tendenza: mentre infatti è dato come probabile testimonial dell'iniziativa il bomber genoano Diego Milito, decine di esperti sono in cerca degli ingredienti più stravaganti e ricercati per solleticare il palato dei bevitori. E tra i barman c'è già chi se la ride: «Ci vorranno uomini duri per buttar giù i nuovi cocktail al peperoncino di Soverato!».