Genova senza concorrenza per proteggere i soliti noti

A sei mesi dalle elezioni Regionali Renzo Guccinelli, assessore regionale al Commercio, esterna il suo verbo: «Semplicemente per concedere quell’area a Esselunga servirebbe una variante del piano regionale del commercio. Variante che non concederemo». La dichiarazione è categorica: niente variante, niente supermercato Esselunga in Albaro. L’ennesima chiusura nei confronti di un gruppo che non è presente in città? «Assolutamente no - ribatte l’assessore - La variante non sarà concessa perché il piano regionale del commercio funziona così com’è. La Liguria non è affatto chiusa rispetto alla grande distribuzione, tanto è vero che la pianificazione prevede nuove aperture, anche a Genova. Ma Esselunga si è fissata su quell’area e quell’area non può esserle concessa».
Leggendo tali dichiarazioni mi viene in mente, la strana somiglianza e affinità, con le dichiarazioni fatte da Bruno Cordazzo nel 2005 sempre sulla stessa questione: l’apertura a Genova Rivarolo di un centro commerciale. Le dichiarazioni di allora furono: «Quando si va in casa di altri, si chiede il permesso: se si pensa di avere dei diritti, questi vanno rivendicati con garbo; e non facendo la voce grossa, minacciando le amministrazioni locali».
Il fatto sconcertante è, che dalle affermazioni di Cordazzo sono passati quattro anni e nulla sembra che sia cambiato. Anzi, la posizione di monopolio nella nostra città si è ancora ulteriormente rafforzata e il marchio Coop (inCoop, supermercati Coop, ipermercati Ipercoop) ha continuato ad aprire nuovi punti vendita.
Ma dove sta veramente il problema?
La legge è uguale per tutti: come mai nessuno riesce ad entrare nell’hinterland genovese ed aprire spazi adibiti alla grande distribuzione? Con una battuta si potrebbe dire: non siete in casa vostra e non siete amici e nemmeno amici degli amici. Quindi: passi lunghi e ben distesi...
Ma la realtà è ancora più brutta della battuta; infatti questo uso è stato sancito a mezzo di legge regionale: emessa nel 2007 prevede che, l’apertura di nuovi poli commerciali possa avvenire in maniera inversamente proporzionale alla presenza attuale di poli commerciali sul territorio. Insomma aprite in posti non ancora coperti dalle cooperative e dove? 3 minimercati InCoop, 17 supermercati Coop, 2 ipermercati Ipercoop coprono praticamente tutti i quartieri cittadini. E allora? Sta alle amministrazioni locali trovare la soluzione dell’enigma.
Addio Esselunga addio Carrefour.
Addio alla concorrenza, addio a prezzi più bassi; addio alla speranza di eliminare l’odiosa usanza dei «doppi prezzi», dove lo stesso prodotto costa anche il 30% in più che in un altro punto vendita della stessa catena di distribuzione.
È una politica di vendita voluta per spennare il cittadino, facendo finta di avere prezzi buoni, ma solo nei punti vendita più soggetti a controlli e mai soggetti a una vera concorrenza.
Soluzioni? sì.
Ribaltare completamente i parametri della legge regionale sulla grande distribuzione a firma Guccinelli, in modo da concentrare in poche vie, la grande distribuzione.
*Vice Vicario
comunicazione
Coord. PdL Genova