Genova si proietta nel 2015

Genova chiama Milano. La speranza è che sotto la Madonnina rispondano. Il telefono di Letizia Moratti in questi mesi è caldo, addirittura rovente e tante realtà si stanno presentando dalla parti di palazzo Marino, sede del Comune di Milano, per chiedere partnership in vista dell’evento internazionale che tra il maggio ed il novembre del 2015 porterà in Lombardia qualcosa come trenta milioni di persone. Sotto la Lanterna non stanno a guardare e, soprattutto, c’è chi ha deciso di non stare ad aspettare che a muovere i primi passi siano gli enti locali. Così il mondo imprenditoriale cerca di anticipare Burlando, Repetto e Vincenzi lanciandosi in un progetto autonomo e parallelo a quelle che saranno le iniziative istituzionali.
Un progetto ancora in cantiere ma ormai in via di definizione che sarà presentato alla città il prossimo 2 dicembre in contemporanea al convegno «Genova cambia, Genova cresce» che si terrà al Bristol Palace e del quale saranno relatori Alfredo Biondi, Giovanni Battista Clavarino e Vicktor Uckmar. Dietro al Comitato interregionale «Genova- Milano 2015» sta lavorando da mesi Ivan Drogo, imprenditore genovese che è riuscito ad unire sotto un’unica ala qualcosa come 150 aziende del genovese e del milanese. Il suo disegno è in fase di evoluzione e la partita è ancora tutta da giocare ma l’obiettivo è chiaro: «Vogliamo seguire quello che è stato il modello lombardo- spiega Drogo-. Le attività imprenditoriali sono stati il vero traino che ha spinto il governo e le istituzioni locali a promuovere l’Expò 2015. Vorremmo servire da stimolo perché Genova non avverta solo il passaggio dell’evento mondiale ma che questa esperienza possa servire per mettere radici più profonde». In sostanza sono due i canali su cui gli imprenditori cercheranno di muoversi: il turismo e il rafforzamento delle attività più legate al territorio. L’obiettivo è quello di portare 1,5 milioni dei 30 di visitatori della fiera internazionale in Liguria. L’altro puntello da centrare quello di legare a queste visite nuovi canali di sviluppo (di livello internazionale) soprattutto per quelle aziende di nicchia che contraddistinguono realtà importanti dell’economia ligure. «L’occasione appare veramente ghiotta - ricorda Drogo- e abbiamo anche un lasso di tempo sufficiente a programmare».
Nel frattempo non si può stare ad aspettare il 2015 e si deve operare anche nell’immediato. Ed ecco che il Comitato che ha preso sede a palazzo Reale in via Balbi, punterà a lavorare per creare un corridoio Barcellona- Milano- Genova e collegamenti privilegiati con tutta l’area del Sud America per intrecciare rapporti di carattere commerciale, industriale e turistico. Fin qui c’è l’affresco ma l’idea dovrà essere concretizzata. Il comitato lavorerà inizialmente con un consiglio di amministrazione di 12 persone a cui nel tempo verranno affiancati rappresentanti delle istituzioni in modo che il progetto possa avere contestualmente un lavoro coordinato con gli enti locali. Sui nomi dei politici che legheranno il proprio nome al comitato interregionale ancora nessuna ufficializzazione anche se appaiono interessati all’operazione consiglieri regionali come Matteo Rosso e Gabriele Saldo (Forza Italia), Franco Bonello (Unione a Sinistra) e Carmen Patrizia Muratore (Italia dei Valori), ma ci sono anche parlamentari liguri che sembrano stimolati dall’iniziativa. Quindi vi sarà il tentativo di cooptare nuovi soggetti nella realtà economica milanese, con la quale si vuole creare una solida partnership per poi aprire il consiglio, in una terza ed ultima fase, a cento imprenditori. «Procediamo da soli e non chiediamo contributi economici agli enti locali- conclude Drogo-, ma di prestarsi come testimonial delle necessità del loro territorio. Soprattutto che lavorino sinergicamente».
Genova, dunque, non più come flusso di transito ma come punto di approdo, magari con una rete viaria moderna, un aereopoto degno del suo nome e con il Terzo Valico a legarla alla Pianura Padana. Solo sogni o possibile realtà?