Genova si scopre capitale del cinema

La Superba fa da sfondo a diversi film e sceneggiati televisivi in produzione

Silvia Pedemonte

Sensuale come la giovanissima Eugenie, nelle sue 48 ore dalla verginità all'iniziazione sessuale (in «L'Educazione Sentimentale di Eugene», di Aurelio Grimaldi, tratto da «La filosofia del boudoir» di De Sade, sugli schermi dal 17 giugno). Sempre in movimento fra i vicoli e il mare, in una fiction che con l'erotismo inscenato da Grimaldi ha un solo numero: il 48, di «48 ore», poliziesco made in Italy diretto da Eros Puglielli. E, poi, ancora: inafferrabile, come la vede un regista che qui sta per bissare, dopo il capolavoro «Agata e la tempesta» (Silvio Soldini) e un altro, che sotto la Lanterna c'è stato nel 2001 e vorrebbe tornare (Franco Giraldi, con «Voci»). Insomma: Genova per loro, per i registi che hanno scelto il capoluogo ligure come location di film e fiction televisive è tutto questo. Una città «da afferrare». E rendere sempre più protagonista. Perché «inattingibile», come la definisce Franco Giraldi, regista di frontiera, esponente di riferimento degli «Spaghetti Western» (con 7 pistole per i Mac Gregor, del 1966) che dopo l'ultimo ciak a Genova (nel 2001, con «Voci» appunto, thriller tratto dall'omonimo libro di Dacia Maraini) ha subito provato la sensazione di non avere fissato appieno sul grande schermo le mille anime di Genova, maturando così il desiderio di tornare sotto la Lanterna. E la sindrome della «Genova inafferrabile» ha colpito anche Silvio Soldini, che nella Superba ha ambientato lo splendido «Agata e la tempesta» in quel mirabile gioco di colori, energia, poesia e, che ora, colpito dalla stessa inquietudine di Giraldi, vuole tornare qui, nel capoluogo ligure, a girare un altro film, in quella stessa (ma sempre diversa) Genova. «Soldini dovrebbe tornare all'inizio del 2006» spiegano dalla Film Commission con il tono allegro di chi ha il vento in poppa (tanto per capire: dal 2001 al 2004 1.245 giornate di produzione e 33.000 quelle di lavoro per tecnici, attori e comparse). Il regista milanese renderà la Superba nuovamente protagonista, insomma: e a quei colori quasi «sparati», capaci di trasmettere sul grande schermo l'energia che ad Agata faceva fulminare le lampadine, forse sostituirà una della altre facce della città, quella grigia, quella fatta di asfalto e cemento, quella più funzionale alla sua nuova storia, moderna parabola di una famiglia che da borghese diventa povera.
Genova inafferrabile. Genova dalle mille sfaccettature. Genova città del «colpiscine uno per educarne cento». Fu anche questo, la Superba. Fu anche Guido Rossa, il primo operaio ucciso dalle Br il 24 gennaio 1979, ora al centro di due produzioni cinematografiche differenti: con il regista Giuseppe Ferrara, che ha già scelto le locations per il suo «Quando le cose bisogna farle, si fanno», con primo ciak il 13 giugno; con Mimmo Calopresti, stesso soggetto cinematografico, ma progetto ancora in forse. Fra i punti fermi di questa Genova Capitale del cinema italiano 2005, invece, il regista de «Le chiavi di casa», Gianni Amelio, che ha scelto la Superba per parte delle riprese di La stella che non c'è: sbarcherà con il cast a Genova a settembre, per tre settimane di riprese fra carruggi, mare e periferia industriale. E, ancora: se a Città della Pieve, in Umbria, scorrazzano i Carabinieri, all'ombra della Lanterna, fino al 2 luglio sono i poliziotti a farla da padrona, nelle riprese della prima serie di «48 ore», la fiction con Claudio Amendola e Claudia Gerini che andrà in onda quest'autunno, sulle reti Mediaset ed è pronta a bissare con una seconda serie, sempre a Genova. Cinema e fiction, ma anche videoclip (Cristina Donà, Almamegretta e Delta V, per calare un tris di assoluto rispetto), spot (l'ultimo, per la Citroen con l'irresistibile trio Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu e Luciana Littizzetto) e cortometraggi. Insomma:la nuova Genova è da grande (e piccolo) schermo. E proprio del capoluogo ligure che location si è trasformata in realtà produttiva di discuterà oggi, a partire dalle 15, nell'Auditorium di Strada Nuova «Pietro Germi» con il regista Giovanni Robbiano, i critici Claudio Bertieri e Piero Pruzzo e i responsabili di strutture che rendono il cinema sempre più protagonista a Genova e Genova sempre più protagonista al cinema (come Andrea Rocco, della Film Commission).