Genova si veste «vintage» e fa affari con gli anni ’70

Quasi tutte donne, le imprenditrici del vintage a Genova, tutte accomunate dalla passione per le belle cose di qualità. A Genova è una realtà concreta, sono numerosi i negozi di abiti e accessori vintage che diventano luogo di ritrovo per signore o ragazze che, oltre a comprare cose di qualità, passano volentieri un po' di tempo a chiacchierare, magari proprio di bei capi, ma anche come racconta la titolare di Polvere di Stelle, in via ai Quattro canti di S. Francesco: «dei problemi attuali e di politica».
Ci sono negozi che hanno una storia di decenni, altri più recenti, ma tutti nascono da una passione. Vintage è un attributo che spiega il valore e la qualità di un prodotto, sia esso abbigliamento o accessorio, che è stato prodotto decenni prima. Sono considerati prodotti di culto perché posseggono qualità superiori a livello di materiale, tessuto e soprattutto di sartoria e lavorazione. Provengono da parti differenti del mondo oltre che dall'Italia, in alcuni casi sono stati protagonisti di produzioni cinematografiche o teatrali. Alcuni negozi hanno pezzi rari e unici a cui tengono in particolar modo, da cui non vogliono separarsi.
La differenza fra vintage e usato sta nel fatto che il pezzo vintage ha valore, non in quanto utilizzato in passato, ma perché acquisisce progressivamente doti di irripetibilità e non riproducibilità. «Non tratto usato, - spiega la proprietaria del negozio di via ai Quattro canti di S. Francesco - ma vintage: sono due cose differenti».
Le storie sono differenti: c’è chi da cliente affezionata è diventata imprenditrice, e chi, figlia di sarta, ha voluto continuare a modo sua la tradizione di famiglia e ancora chi era nel campo della moda e si è voluta dedicare ad un campo apparentemente di nicchia. Da notare la fantasia dei nomi dati ai negozi, tutti che rievocano un'epoca particolare o un accessorio. I capi provengono da mercati all'ingrosso o da privati. «In questo campo non hai costrizioni da rappresentanti vari - racconta il titolare di Pezzo Unico in vico S. Matteo - il campionario lo scegli da solo». Ogni pezzo è scelto con cura, si tratta di un vero e proprio lavoro di continua ricerca. Ricerca di tessuti, stoffe e materiali ma anche di raffinatezza sartoriale e design.
Questo mercato scaturisce da un iniziale passaparola fino a muoversi all'interno di un cerchio sempre più ampio fra clienti e fornitori e titolari degli esercizi. «In alcuni casi sono i privati stessi - racconta la proprietaria della boutique Lipstick, in via XV Aprile - a contattarmi per sottopormi dei capi». Una peculiarità di questi esercizi commerciali è quella di non dipendere, come succederebbe in un negozio «normale», dalle stagioni, ogni giorno il nuovo capo che entra può essere una camicetta leggera come un visone ed essi convivono nella stessa vetrina.
Anche la clientela ha una sua storia, se così si può dire. Il più delle volte si tratta di signore con l'amore per le cose belle di una volta. Anche i giovani sono attratti da questo tipo di moda. Chi accoglie i propri clienti permettere loro di guardarsi attorno con calma, spulciare uno per uno i capi e gli accessori, per poi poterlo consigliare nel modo giusto. «Riconosco chi entra per curiosità - spiega la titolare di Almanacco, in via macelli di Soziglia - da chi è solito acquistare capi vintage».
Spesso si instaura un rapporto quasi di amicizia, con chi gestisce il negozio. Ogni vestito, poi ha la sua storia che, chi ha voglia, può anche ascoltare. Quindi buona clientela e luogo di ritrovo sembrano essere le carte vincenti del vintage a Genova.
Il vintage genovese è anche su internet, alcuni negozi hanno la loro pagina web o un indirizzo mail a cui rivolgersi. Il mercato si amplia, infatti c'è chi oltre alla vendita affitta per produzioni cinematografiche e teatri.
Viene da chiedersi se si tratti di uno stile di vita e il più delle volte chi ha risposto afferma che è, in generale, un amare le cose belle, ricordare miti del passato per apprezzarli ma anche la curiosità per le lavorazioni di una volta e la nostalgia della manualità. «L'abito vintage racconta una storia - aggiunge la titolare di Polvere di Stelle - è un pezzo unico che trasmette emozioni».
Senza dubbio si tratta di acquisti di qualità a buon prezzo e con la sicurezza di non indossare cose dozzinali ma quasi uniche. «È un modo di vivere la moda personalmente - evidenzia la proprietaria di Betty Page Boudoir, in via Ravecca - indossando quello che più piace senza necessariamente seguire la moda».