Genova spende e gli assessori viaggiano

(...) di spesa relativo alle trasferte di assessori e consiglieri. Ad attingere con maggiore frequenze dalle casse di Tursi è stata Pinuccia Montanari, delega all’ambiente, che ha impegnato 8.365 euro per spostarsi in giro per l’Italia. Hanno viaggiato parecchio anche l’assessore alla sicurezza Francesco Scidone (5.303 euro) e quello ai lavori pubblici Mario Margini (4.320), ma nulla in confronto ai 13.933 euro che andrebbero messi in conto a Paolo Veardo, delega ai servizi sociali.
C’è qualcosa di ancora più clamoroso e difficile da spiegare: sono gli 8.076 euro spesi dal consigliere comunale Luca Dallorto. Lui è semplice consigliere eletto nella lista dei Verdi ma ha speso oltre ottomila euro per spostarsi tra Madrid, Copenaghen, Rio Maggiore, Valderi, La Spezia, Modena, Torino, Reggio Emilia, Ravenna, Moncalieri, Roma, Milano, Bologna, Ferrara, Torino, Napoli, Rimini e Catania. Tutti spostamenti motivati dall’importanza strategica che Dallorto ha avuto per il futuro di Genova. Qualche esempio? La visita alla XIV biennale donna memorie velate dell’Iran, o l’incontro con il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi o, ancora, l’iniziativa «Piante e animali perduti».
E le spese legate alle trasferte di lavoro sono lievitate costantemente dal 2007 ad oggi: nel primo anno della giunta Vincenzi venivano spesi appena 4.700 euro per passare agli otre 30.000 del 2010.
Gianni Bernabò Brea scava anche su altri capitoli di spesa della politica cittadina che gravano sul bilancio genovese. Soldi che potrebbero essere utili risparmi da impiegare dove realmente sono necessari: «Sono elevatissime le spese per gli spostamenti in taxi degli assessori e ancora più gravi e inspiegabili quelle per i consiglieri comunali - prosegue -. Il costo sostenuto per i membri della giunta ammonta a 35.257 euro, mentre per i consiglieri siamo a circa 6.000 euro». Cifre elevate se si considera che gli eletti nella sala rossa di palazzo Tursi hanno diritto al rimborso del taxi solo se lo utilizzano quando le sedute consiliari si protraggono oltre le 19 e non tutti ne usufruiscono. Particolare anche la situazione dei membri della giunta per i quali Bernabò Brea chiede una stretta e, magari, anche maggiori controlli: «Non vorrei che ci fossero persone che sfruttano oltremodo la loro carica istituzionale utilizzando il servizio taxi in situazioni non strettamente legate alla loro attività».
Tutte situazioni documentate alle quali già dallo scorso gennaio il consigliere della Destra ha chiesto conto al sindaco e all’assessore la bilancio con due interrogazioni alle quali, al momento, nessuno si è degnato di rispondere.