Genova, lo spettro di nuove tasse incombe sul 46° Salone nautico

Oggi il via alla rassegna, presenti i ministri D’Alema e Bianchi. Il settore assicura oltre 100mila posti di lavoro

Antonio Risolo

nostro inviato a Genova

L’hanno ribattezzato il Salone dei record: 100mila metri quadrati di darsene, 34 superyacht oltre i 30 metri, almeno 70 milioni il giro d’affari che l’evento riverserà sulla città. Un Salone nautico, il 46°, che passerà alla storia. La nuova Marina, costata 40 milioni, con le sue 400 barche ormeggiate, è un vero spettacolo galleggiante. Questi numeri, e questo spettacolo, ruotano tuttavia attorno ai protagonisti: i cantieri nautici. Gli indicatori economici del settore sono tutti positivi. Per ora. La produzione viaggia verso quota 3 miliardi di euro, mentre gli occupati, indotto compreso, sfiorano le 100mila unità.
Tutto bene fin qui. Oggi, però, giorno dell’inaugurazione ufficiale, l’industria cantieristica aprirà bene le orecchie per ascoltare che cosa diranno il vicepremier Massimo D’Alema e il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. I fari, infatti, sono tutti sulla Finanziaria che, con il chiaro intento di punire la classe media, rischia di condizionare pesantemente uno dei pochi settori che ha trainato, e continua a trainare, l’economia del nostro Paese con un contributo al Pil di circa 2,9 miliardi di euro.
Proprio nei giorni scorsi Anton Francesco Albertoni, il neopresidente di Ucina (l’associazione dei cantieri italiani), aveva ammonito: «Sappiamo, purtroppo, per esperienza consolidata, quanto possa essere rischioso per il nostro settore anche il solo annuncio di “apertura di caccia”, ovviamente di tipo fiscale, mirata a colpire determinate fasce di reddito. Attenti a non rompere il giocattolo».
Su Genova 2006, infine, aleggiano altre voci. Si tratta del nuovo, improvviso scenario che si è aperto sul gruppo Ferretti. Si quota o non si quota? Secondo questo nuovo scenario, nonostante il prospetto depositato in Borsa e in Consob qualche giorno fa, il gruppo di Forlì potrebbe ritirare la sua flotta da piazza Affari. Contemporaneamente ai preparativi per l’Ipo, infatti, Permira, il socio di maggioranza, starebbe trattando l’intero pacchetto di controllo (70 per cento) con alcuni fondi di private equity. In casa Ferretti non si conferma, né si smentisce. Lunedì sarà il giorno della verità, quando Norberto Ferretti e Gabriele Del Torchio alzeranno il velo sul piccolo giallo delle ultime ore.