«Genova svegliati: oggi è già ieri»

nostro inviato a Barcellona
«È la lentocrazia che frena, che condiziona lo sviluppo dei traffici marittimi e, più in generale, dell’economia. E allora la risposta di un imprenditore non può che essere quella di fare bene il proprio mestiere, verificare le condizioni del mercato, puntare sugli investimenti. Noi ci comportiamo così»: di fronte ai marosi che minacciano le imprese, non si rassegna, anzi rilancia progetti e iniziative, l’armatore Aldo Grimaldi. E lo fa cogliendo l’occasione del varo della Scuola europea di cabotaggio a bordo del cruise ferry Fantastic della compagnia Grandi Navi Veloci, in viaggio da Genova al capoluogo della Catalunya. L’armatore, girata la boa dei quattro volte vent’anni, è più che mai risoluto nel bocciare la prudenza eccessiva che rasenta l’immobilismo. Ha appena dato il via, tanto per dire, alla costruzione nei Cantieri Apuania di otto, moderne unità ferry cruise (alta velocità, più mezzi, meno passeggeri), la prima delle quali, la motonave Coraggio, è già pronta, mentre per la seconda è stata impostata la chiglia. Investimento: 450 milioni di euro, lavori assicurati per cinque anni. E ora Grimaldi sferza, per chi orecchie da intendere e non intende. A partire dalle istituzioni: «Dobbiamo pensare che oggi è già ieri, e domani è adesso. Solo così si possono anticipare le sfide di un mercato sempre più globalizzato». Lui ci mette del suo, e sostiene - col contributo di Ram-Rete autostrade del mare, Unione europea nell’ambito del progetto Marco Polo, e 14 Paesi del continente - questa nuovissima iniziativa che significa organizzare e realizzare un vero e proprio master per la formazione e l’aggiornamento nell’ambito del trasporto merci e passeggeri nel Mediterraneo. Aperti a operatori commerciali, esperti di logistica, laureati e studenti che vogliono approfondire gli aspetti legati al cabotaggio e al suo sviluppo, i corsi - come spiega in dettaglio il direttore della «Escola Europea de Short Sea Shipping», Eduard Rodes - durano in media quattro giorni e si tengono a bordo delle navi che collegano Genova, Barcellona e Civitavecchia, senza trascurare visite a impianti e infrastrutture portuali: una metodologia innovativa nel settore, che consente di conoscere direttamente - sottolinea il «grande timoniere» Grimaldi - caratteristiche e vantaggi del trasporto intermodale.
Del resto, ribadisce l’ingegner Fabio Capocaccia, già segretario generale dell’Autorità portuale di Genova e oggi impegnato al vertice di Ram, le autostrade del mare rappresentano il futuro del trasporto pubblico in Europa per i vantaggi e i risparmi che comportano in termini economici, ambientali e di sicurezza della circolazione. È ancora Aldo Grimaldi, che ha accanto la figlia Alessandra responsabile del marketing del Gruppo, a precisare, con puntiglio: «Il trasporto intermodale rispetto a quello su gomma, per limitarci alla tratta Genova-Barcellona, evidenzia un risparmio del 33 per cento e un minor consumo di carburante di quasi centomila litri di gasolio a settimana, per un totale di 2250 mezzi pesanti eliminati dalla rete stradale italiana, francese e spagnola». Dati che fanno (dovrebbero fare...) riflettere chi di dovere, in Italia e in Europa, per promuovere lo sviluppo del trasporto via mare che viene sempre regolarmente inserito nei programmi di governo e altrettanto invariabilmente disatteso nella sostanza. Se è vero, ad esempio, che l’Italia è arrivata a riconoscere un ecobonus del 20 per cento come incentivo per il trasporto a bordo delle navi, è anche vero che nel nostro Paese - aggiunge il numero uno di Gnv - fanno difetto le infrastrutture portuali, tanto da rischiare di vanificare il provvedimento. La Spagna ha promesso di adeguarsi sul piano dell’incentivo, ma nel frattempo ha fatto passi da gigante riguardo alle infrastrutture: un’occhiata a 360° allo scalo di Barcellona obbliga a paragoni disarmanti con Genova. Mentre la movida nei locali della Rambla è in pieno fulgore, il porto della Catalogna ha già superato i 2 milioni e 200mila contenitori (Genova ne fa mezzo milione in meno), ma ha avviato i lavori del nuovo terminal che porterà entro pochi anni la capacità totale a 5 milioni. Deviando il corso finale del fiume Llobregat! Da noi, invece, si parla molto di Affresco. Con i comitati di strada.