Genova, tangenti: preso portavoce del sindaco

L’imprenditore Alessio avrebbe dispensato mazzette in cambio di informazioni sugli appalti per la
refezione nelle scuole e in alcuni ospedali savonesi. Ipotesi di reato: associazione a delinquere a fini di corruzione e turbativa d'asta

Genova - Sono cinque gli ordini di custodia cautelare scattati a Genova nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti delle mense scolastiche. Quattro di essi prevedono il carcere per gli ex consiglieri comunali Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni, per l’ex portavoce del sindaco Stefano Francesca e per l’imprenditore di Caresanablot (Vercelli) Roberto Alessio. Agli arresti domiciliari invece è stato messo l’ex dirigente della finanze della Regione e presidente dimissionario dell’ospedale Bambin Gesù di Roma Giuseppe Profiti.

A Francesca, Fedrazzoni, Casagrande e Alessio viene contestata l’associazione per delinquere ai fini di corruzione e turbativa d’asta. In sintesi, secondo quanto ipotizzato dal pm e dalla guardia di finanza, l’imprenditore Alessio, titolare dell’omonima azienda specializzata in fornitura di pasti precotti, avrebbe dispensato tangenti talvolta sotto forma di consulenze, talvolta in denaro contante, per ottenere informazioni sugli appalti per la refezione nelle scuole del comune di Genova e presso gli ospedali savonesi dipendenti dall’Asl 2. Nel 2006 Alessio si era aggiundicato un appalto a Savona del valore di 15 milioni di euro. Per questo è indagato anche il dirigente dell’azienda sanitaria locale Di Donato. I militari della guardia di finanza si sono recati nelle abitazioni degli indagati stamani alle 7 trasferendoli nella caserma Testero di lungomare Canepa.