«Genova torna capitale del nucleare»

(...) al Paese l’utilizzo di una fonte energetica di costo competitivo ed anche perfettamente compatibile con i criteri di sicurezza e rispetto dell’ambiente indispensabili oggi e nel futuro. Lo rileva, in maniera forte e chiara, fra gli altri il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola che ha appena firmato con l’omologo collega francese François Loos un accordo bilaterale di cooperazione in campo energetico. «Francia e Italia hanno deciso di rinforzare e sviluppare l'opzione nucleare nel quadro del mercato unico europeo - sottolinea in particolare Scajola -, come una delle soluzioni aperte per far fronte alle sfide del cambiamento climatico e della sicurezza dell'approvvigionamento di energia». L'accordo prevede anche la ricerca di convergenze e l'armonizzazione delle posizioni francesi e italiane in seno all'Unione europea, e la presentazione e la difesa di posizioni comuni in contesti internazionali come l'Agenzia internazionale dell'energia, il Forum internazionale dell'energia e i nuovi partenariati. Ed è proprio in questo quadro che la tecnologia consolidata delle aziende nazionali, e genovesi in particolare come Ansaldo, già apprezzate all’estero dove sono stati costruite numerose centrali «made in Italy», gioca un ruolo fondamentale. Scajola, nel ribadire che l'accordo «consente l'ingresso delle aziende italiane nel mercato francese dell'energia nucleare e comporta una ripresa di confidenza delle nostre professionalità nel settore», insiste anche nell’auspicare che «nel nostro Paese si riapra il dibattito sull'energia nucleare, un dibattito non dogmatico, ma centrato sul rapporto tra costi, benefici, sicurezza e ambiente. L'energia - aggiunge il ministro delle Attività produttive - è fondamentale per lo sviluppo di ogni Paese; sappiamo benissimo che dobbiamo ormai ragionare sull'energia in termini di mercato europeo». Secondo Scajola, inoltre, «se il mercato è più aperto significa anche che le bollette diventano meno care. Più c'è cooperazione, più si costruiscono mercati aperti, più si riesce ad avere energia a minor costo. Questo è l'intendimento del nostro accordo».
Ecco perché «la scelta di Genova, per la firma dell’intesa, non è casuale, perché Genova ha una storia importante per l'energia: è stata, e in parte è ancora, uno dei punti cruciali dell'approvvigionamento energetico del nostro Paese. È stata anche sede di una importante azienda, l'Ansaldo nucleare, che è stata occasione di grande vanto per l'Italia nel mondo in quel campo. Poiché l'accordo con la Francia prevede l'ingresso di aziende italiane nel mercato francese di energia nucleare, che significa ripresa di una confidenza delle nostre professionalità in quel settore, la scelta di Genova appare assolutamente appropriata».
Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro francese Loos: «L'intesa - ha dichiarato all’unisono col ministro italiano - completa precedenti accordi conclusi tra le nostri grandi imprese: esso prevede accordi in materia di interconnessioni, trattamento delle scorie, trasparenza nei costi energetici. Ed è anche importante dal punto di vista politico, perché oggi noi decidiamo di lavorare insieme su questioni importantissime che hanno attinenza con l'energia. Sono riconoscente a Scajola che ha previsto che lavoreremo insieme nel settore euromediterraneo e che coopereremo insieme nel settore dei biocarburanti». «Ora mi auguro che anche in Italia - conclude Scajola - si apra un dibattito affinché il tema dell'energia nucleare non sia più visto in modo dogmatico ma soltanto nel modo più logico e naturale e cioè la valutazione dei costi, dei benefici, della sicurezza e dell'ambiente».

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