Genova per tre giorni capitale del gusto e del «pesce ritrovato»

In programma alla Fiera dall’11 al 13 novembre «Slow Fish», salone della pesca sostenibile cui prenderanno parte operatori di 30 Paesi

Carlo Revello

Dare a Genova quella centralità planetaria nella pesca sostenibile e nell’ambiente acquatico, questa è la scommessa fatta ieri dal fondatore e presidente internazionale di Slow Food con le autorità della nostra regione nella sala del Maggior Consiglio di palazzo Ducale. Certamente, conoscendo Carlin Petrini, questa sua visione di Slow Fish pone una importante ipoteca sul successo futuro. Ieri alla presentazione ufficiale c’erano tutti gli esponenti amministrativi regionali, provinciali e comunali e il salone era colmo in ogni ordine di posti. L’inizio è stato di Franco Gattorno, presidente dell’Ente Fiera, che ha voluto e creduto fin dall’inizio in questa iniziativa popolar-culturale e ha confermato come l’abbinamento con Slow Food sia stata la scelta vincente. Poi, Gustavo Gamalero, in rappresentanza della Fondazione Carige, che ha lanciato chiari segnali su come l’ente da lui rappresentato veda di buon grado questa iniziativa. Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova e promotore della manifestazione, vede in questo appuntamento un motivo di interesse per i numerosi visitatori e uno stimolo per migliorare l’accoglienza. La parola è passata poi ad Alessandro Repetto, presidente della Provincia (che, fra l’altro, sostiene il progetto per la realizzazione di una scuola nel villaggio indiano di pescatori di Pichavaram, tra i più colpiti dallo tsunami) afferma come Slow Fish sia un grande elemento di richiamo per la città, un ritorno a quell’economia che dal mare e nel mare ha le sue radici. Quale migliore occasione per presentare l’Accademia del mare, l’Area marina protetta del promontorio di Portofino e il Museo del mare? Successivamente, Claudio Burlando, presidente della Regione, ha confermato come Slow Fish si presenterà in alternativa al Salone del gusto di Torino negli anni dispari. Ha poi aggiunto che la giunta regionale diventerà socia dell’Università delle Scienze gastronomiche di Pollenzo e che presto vedrà la luce un importante centro di conoscenza, degustazione e didattica legata all’agroalimentare presso la Stazione marittima.
Dulcis in fundo, la parola è passata al presidente di Slow Food Carlin Petrini che, dopo aver illustrato come la gastronomia sia scienza e cultura nel segno della tradizione, ha fatto una disamina delle prospettive future legate alla sopravvivenza. Ecco allora scoprire come, ma sarebbero mille gli esempi, il peperone quadrato di Motta d’Asti non venga più coltivato sulle pianure del Tanaro perché gli viene preferito quello olandese meno costoso e più estetico e, nelle serre di Motta, si producano bulbi per l’Olanda. La valorizzazione nella scelta delle tipicità, della qualità e del gusto è già stata ampiamente dimostrata a Torino con il grande raduno di Terra Madre e ora il padre di Slow Food vuole che Genova diventi un altro punto di incontro per tutti gli operatori del mondo delle attività legata al mare e all’acqua in genere. Aggiunge ancora Petrini che, secondo una indagine dell’Onu, che ha studiato con i massimi esperti il degrado dell’ecosistema del millennio, si presentano risultati sconcertanti e drammatici. Negli ultimi vent’anni si sono usati più pesticidi e diserbanti di quanti ne siano stati utilizzati in tutto il XIX secolo. «Dobbiamo puntare su una piccola economia collegata in rete in modo da farla diventare una forza. Chi ci salverà - aggiunge Petrini - saranno i pescatori e i contadini e i consumatori dovranno diventare dei coproduttori che dovranno conoscere i prodotti, pagare i prezzi giusti. Sia stramaledetto chi è convinto che il cibo debba costare poco. Questa è la filosofia di Slow Fish. È solo sposando questa filosofia che la nostra manifestazione acquisirà una dimensione planetaria. Se invece - conclude Petrini - si vuole fare una festa del pesce locale non andremo lontano». Standing ovation per il papà di Slow Food che riceve l’assenso delle autorità presenti e del numeroso pubblico.
Fra i promotori vuole farsi ricordare la giunta Biasotti che, in un comunicato, afferma di essere «piacevolmente sorpreso del prosieguo dell’iniziativa mentre altre sono state osteggiate o dismesse».
L’appuntamento per il Salone del pesce sostenibile sarà alla Fiera di Genova da venerdì 11 a domenica 13 novembre. Una iniziativa di respiro internazionale che vedrà protagoniste comunità di pesca provenienti da tutto il mondo: 3 dall’Africa, 3 dall’America del Nord, 8 dall’America Latina, 4 da Asia e Oceania, 11 dall’Europa, 1 dal Medio Oriente. L’Italia, rappresentata da presidi Slow Food e comunità di pescatori (22 complessivamente) farà gli onori di casa. Un lungo week-end da non perdere alla Fiera di Genova. Orari: venerdì 11 e sabato 12 novembre dalle 11 alle 23, domenica 13 dalle 11 alle 20. L’ingresso è libero.