Genova vince la corsa ai saldi

I genovesi vincono la corsa ai saldi: alla vigilia della chiusura del periodo di vendite scontate, i cittadini del capoluogo ligure si collocano in assoluta controtendenza rispetto al resto dell’Italia, dove i saldi si sono rivelati invece un fallimento. Lo confermano i rilievi della Confcommercio che parlano addirittura di «Caporetto delle vendite». Il consultivo che riguarda le principali città parla chiaro: crollo dal 10 al 15 per cento, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Una caduta verticale ancora più accentuata, secondo le associazioni dei consumatori, che arriva in alcune città fino a meno 20-25 per cento. I bilanci sono tutti in rosso: Bari -20 per cento; Roma -15, Napoli -10, Bologna -5, mentre le vicine Parma, Ferrara e Cesena hanno messo a segno un -5 per cento, come Palermo. Stessa musica in Trentino e nel Veneto: -15 per cento. Solo le località che possono contare sull'apporto turistico come Roma, Venezia, Firenze e Milano sono andate un po’ meglio, con cali tra il 6 e l'8 per cento. «Ma la crisi è generalizzata - insistono gli esercenti -, si salvano le griffe, i prodotti di qualità anche perché quella fascia di consumatori risente meno della crisi economica. Per le famiglie di fascia media invece, la quota di spesa dedicata all'abbigliamento si va sempre più erodendo». Ebbene, in questo quadro desolante Genova si distingue nettamente, e registra un aumento delle vendite - caso unico nazionale - rispetto allo scorso anno. Troppo poco, probabilmente, per invertire una tendenza del quadro economico locale, che presenta ancora poche luci e tante ombre. Ma resta il fatto che viene sottolineato ancora una volta il particolare comportamento virtuoso dei genovesi nei riguardi degli acquisti, a conferma di un’oculatezza delle scelte di spesa che, evidentemente, non è solo un luogo comune.