«Alta velocità ferma? La colpa è soltanto delle istituzioni locali»

(...) che i rappresentanti degli enti locali, dal presidente della Liguria, Claudio Burlando al sindaco della città, Marco Doria al presidente di Confindustria Genova, Giuseppe Zampini hanno dichiarato nei confronti del governo Letta, colpevole a parer loro, dello «scippo» nel decreto del fare di 773 milioni di euro stanziati per il secondo lotto del Terzo Valico e che invece sono stati destinati ad opere «immediatamente cantierabili».
Quindi, se la sono tutti presa con il governo?
«Tanto chiasso per nulla. Stanno facendo un polverone per nascondere le loro responsabilità, quelle del presidente della Regione e del sindaco. Questo governo aveva messo a disposizione un miliardo e mezzo e sono stati spesi 140 milioni. Niente. Perché? Perché un'opera di cui ci sono tutte le delibere e che da tutti viene condierata strategica e fondamentale non è ancora partita? Non certo per colpa del governo».
Per colpa della Liguria allora?
«Quest'opera straordinaria consiste nell'aggredire la galleria, ma bisgona trovare i posti per lo smarino del Terzo Valico e ancora non sono stati trovati e devono risponderne il sindaco e il presidente della Regione, devono essere loro a spiegarlo. Il governo cosa ha fatto: nell'emergenza in cui si trova il nostro Paese ha valutato che fosse meglio affidare i soldi a chi è in grado di spenderli per favorire opere medie e grandi, come la metropolitana di Milano, di Roma, di Napoli, per le ferrovie. Però come ha detto il ministro Lupi, non sono stati tolti definitivamente. Dal 2015 il Terzo Valico riavrà i suoi soldi. Considerato che in tre anni sono stati spesi 140 milioni di euro...secondo lei, sarebbero stati impiegati o no?».
Seconda telefonata. «Il primo a far avere denari per il Terzo Valico fui io nel 1993. Tutti i governi di centrodestra hanno cercato di finanziare l'opera, mentre quelli di centrosinistra hanno cercato di bloccarla. Oggi finalmente tutti dicono che è fondamentale, ed è un bene che le istituzioni mantengano la compattezza».
Va bene, ma allora come si spiegano le reazioni di disappunto delle istituzioni locali contro lo storno di questi soldi per il Terzo Valico?
«La mia non è una polemica ideologica, ma un ragionamento razionale: perché un'opera considerata importantissima da tutti e per la quale il governo ha dato più denari del necessario, ancora non parte? C'è qualcosa che non quadra. In questo momento è la lentezza con cui le istituzioni locali hanno messo a disposizione la concessionaria per aggrediare la galleria».
E le ragioni di questa lentezza?
«Queste sono da approfondire. Il governo non ha penalizzato la Liguria, il punto è che finora non è stata né veloce né efficiente».
Come nel caso della Gronda di Ponente?
«Il 21 dicembre 2001 il governo decisw che era un'opera strategica. Già allora si sapeva che non sarebbe stata realizzata in autofinanziamento della società autostrade. Il caso Genova è esemplare: a docidi anni di distanza non è ancora stata posata la prima pietra. C'è qualcosa che non va qui a Genova, non a Roma. Lo ripeto: come è possibile che di fronte ad un'opera strategica si faccia di tutto per non realizzarla?».
Senza contare il «danno d'immagine» all'esterno di questi continui ritardi...
«L'autostrada riguarda il futuro dell'Italia del Nord. Ce lo chiede l'Europa di farla. Sarebbe una brutta figura planetaria se non si realizzasse. Mi batterò perché non accada».